Nuovi reati previsti dall'anticorruzione: adeguamenti al modello 231.

231
L’adempimento di cui ai modelli organizzativi delle imprese pubbliche e private si complica ancora, a causa delle norme anticorruzione. Il rischio è un aggiornamento insufficiente che causi la non idoneità dei modelli per prevenire le sanzioni previste dal decreto legislativo 231/2001.

Quanto dettato dalla legge 190/2012 comporta, per le imprese che intendono adeguarsi al sistema di prevenzione previsto dal Dlgs 231/2001, conseguenze significative.
Non solo è obbligatorio inserire nei modelli e nelle conseguenti procedure, le nuove condotte illecite, ma anche  prevedere, in specifiche condizioni, gli altri adempimenti contenuti nella legge 190/2012 e negli ultimi decreti legislativi attuativi.

QUALI I REATI COINVOLTI (art. 25 del Dlgs 231/2001)

L’induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319-quater del Codice penale) e la corruzione tra privati (articolo 2635 del Codice civile), sono adesso i reati rilevanti anche per il modello 231.
La prima attività, cioè quella di inserire questi reati nei modelli, a parere degli operatori già si profila non semplice, ma appare sensibilimente più complesso il dover introdurre le procedure interne alle Aziende, atte a per prevenire le condotte sanzionabili.

SE I MODELLI NON VENGONO ADEGUATI

Il caso proposto in un articolo del Sole24Ore è esplicito: “A un’impresa il cui dirigente ha commesso una violazione penale perseguita anche dal Dlgs 231/2001, è contestata la sanzione amministrativa. La società si difende opponendo il rispetto delle previsioni previste dal Dlgs 231/2001 e quindi la predisposizione del modello organizzativo. Tuttavia, il modello in uso non è ritenuto idoneo, perché esattamente uguale al fac-simile predisposto da un’associazione di categoria“. (Qui l’articolo integrale).

MODELLI SU MISURA

Come già segnalato per altre procedure come l’Antiriciclaggio, anche in questo caso la soluzione non è certo il software o un protocollo standardizzato, ma servono analisi e competenza; anche l’autore dell’articolo sopra citato, infatti conclude affermando che i modelli organizzativi devono essere realizzati secondo un “approccio sartoriale“, perché solo un adempimento cucito su misura per la realtà aziendale, ne sa individuare ed esporre la vera situazione, rispondendo a quanto richiesto dalla legge.

I moduli standard non soddisfano la norma, è evidente, e Professionisti ed Aziende devono evolvere la propria visione e le proprie risorse nei riguardi delle procedure e degli adempimenti, impegnandosi a raggiungere un maggiore controllo per evitare  superficialità e disattenzioni pesantemente sanzionabili e/o perseguibili.