Sicurezza – Il caso BONFIGLIOLI: intervista al Dr. Barone

interv-bonfiglioliAffrontare correttamente e completamente il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, è un dovere etico dell’imprenditore oltre ad essere un obbligo di legge. Esistono aziende per le quali la sicurezza è un obiettivo al pari dei risultati di mercato.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere il Dott. Francesco Barone, Operation Manager di filiale di produzione Bonfiglioli Italia Spa che ci ha raccontato come viene affrontato all’interno della sua Azienda il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Introduzione:
L’azienda Bonfiglioli Riduttori fu fondata nel 1956 da Clementino Bonfiglioli. In quasi 60 anni di attività l’azienda è cresciuta sino a diventare un prestigioso Gruppo Aziendale che opera in tutto il mondo attraverso le 19 società controllate e i suoi 3.276 dipendenti (dato al 31-12-2012). L’azienda si occupa della produzione di sistemi di controllo, conversione e trasmissione di potenza per l’industria, per macchine operatrici e per il settore delle energie rinnovabili.

Dott. Barone, parliamo di sicurezza nei luoghi di lavoro, sappiamo che Bonfiglioli è una realtà molto attenta agli aspetti della sicurezza per i propri lavoratori. Come viene affrontato l’argomento all’interno della vostra Azienda?

E’ corretto quanto dice, in Bonfiglioli crediamo molto nella sicurezza per i lavoratori.
Anche a livello organizzativo si evince l’importanza dell’argomento: il gruppo Bonfiglioli è organizzato in quattro divisioni ( Industrial, Mobile, Wind e Photovoltaic) controllate direttamente dalla Casa-Madre con sede a Bologna. Ad ogni divisione corrisponde un Direttore di Divisione, in staff al quale è inserita la funzione HSE (acronimo inglese di Salute, Sicurezza ed Ambiente).
Il fatto che la funzione HSE sia in staff al Direttore di Divisione, evidenzia l’importanza e la sensibilità riservate all’ argomento all’interno del Gruppo.
Facendo un esempio concreto: durante le riunioni mensili, di verifica degli obiettivi, sono utilizzati degli indicatori delle performance ( i KPI). Accanto a quelli strettamente attinenti l’attività produttiva ed economica, sono inseriti anche alcuni specifici indicatori delle performance in termini di sicurezza. I primi che mi vengono in mente e che mi vedono personalmente coinvolto, che sono il numero assoluto di incidenti , che nel caso della sede di Carpiano è zero da almeno due anni a questa parte, e gli indici di gravità e di frequenza; questi ultimi due sono definiti esattamente secondo lo standard dell’Inail, in modo da consentirci anche un confronto con i valori della media nazionale e del nostro settore.

Non solo quindi rispetto della normativa, ma anche altro. Sicurezza come obiettivo aziendale, al pari di altri parametri economici..

L’attenzione a questi aspetti è particolarmente evidente negli stabilimenti nei quali ci sono processi produttivi e lavorazioni complessi che necessitano un alto livello di attenzione; ancora maggiore rispetto ai già alti standard applicati per i piccoli assemblaggi fatti qui a Carpiano.

Nel momento di riprogettazione di un processo, la funzione HSE ha un ruolo molto importante. Si tende a migliorare sì gli aspetti di performance della produzione, ma si punta anche agli obiettivi in termini di sicurezza. Un ambiente oltre che sicuro anche ordinato e ben organizzato, dove ci sia chiara percezione di dove e quali siano i pericoli, offre una maggior tranquillità al lavoratore e rende più evidenti le eventuali criticità. Questa tranquillità si riflette in una maggior efficienza del lavoro.
L’impegno del gruppo è riconosciuto anche dalle certificazioni ottenute e mantenute negli anni: la ISO 9001:2008 per la Qualità, 14001:2004 per quanto riguarda la Gestione degli aspetti Ambientali e OHSAS 18001:2007 per la gestione della Sicurezza.

Curare gli aspetti di Salute e Sicurezza, sembra vissuto da voi come un valore, non solo un costo da sostenere per “essere a norma”, è corretto?

I Clienti di Bonfiglioli non sono gli utilizzatori finali dei nostri prodotti, bensì le aziende che realizzano gli impianti o le macchine che l’utilizzatore finale ha richiesto.
La nostra partecipazione ai progetti, ci vede come una parte del prodotto finito. La qualità ed il valore del nostro lavoro e quindi dei nostri prodotti devono essere garantiti non solo al cliente, ma anche all’utilizzatore finale.
Un’attenta gestione della sicurezza, è un valore che sempre più frequentemente i clienti apprezzano o addirittura ricercano. Per partecipare ai capitolati, sempre più spesso oltre alla Certificazione di Qualità sulla produzione e sul prodotto, vengono inseriti requirements sugli aspetti della Gestione per la Sicurezza sui luoghi di lavoro e per la Gestione Ambientale.
L’importanza di questi aspetti ed il valore strategico di queste attività è ulteriormente dimostrata dal fatto che è il Marketing ad occuparsi della compilazione dei questionari per entrare nelle vendorlists.

All’atto pratico, fronteggiare le emergenze che possono verificarsi è una attività a cui deve essere dedicata una particolare preparazione. Valutare i rischi, creare delle procedure per affrontare le emergenze e formare le squadre di emergenza sono la via per rispettare la normativa vigente ela garanzia per evitare o limitare i danni derivanti da una possibile emergenza. Che cosa fate in Bonfiglioli per questi argomenti?

Presso la nostra Filiale, facciamo in modo di avere le figure Antincendio e di Primo Soccorso in sovrannumero rispetto alle strette necessità. Questo principalmente per due motivi:
il primo, è per garantire la presenza di almeno un addetto alle emergenze in azienda, durante tutti i turno di lavoro sopperendo alle possibili assenze di qualche collega.
Il secondo è per diffondere il più possibile, all’interno dell’azienda una certa cultura della sicurezza sul lavoro. Più persone hanno conoscenza in materia e maggiori sono i benefici per la l’intera popolazione aziendale.
Oltre a queste attività di gestione delle risorse umane, vengono costantemente valutati e monitorati i rischi tenendo puntualmente aggiornato il Documento di Valutazione dei Rischi. In caso di emergenza, in ogni area aziendale è presente un documento in cui sono inseriti i componenti delle squadre di emergenza e le procedure da seguire per affrontare l’evento.

Preparazione per fronteggiare le emergenze ma anche tanta prevenzione e attenzione alla salute dei lavoratori. Il management punta ad accrescere la sensibilità dei lavoratori nei confronti delle corrette prassi comportamentali, con formazione, cartellonistica, incentivazione all’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) ecc., ma poi all’atto pratico si rischia che, un po’ per comodità, un po’ per superficialità, un po’ per pigrizia l’applicazione sia approssimativa vanificando così lo sforzo fatto dall’Azienda. Come avete risolto il problema?

Una cosa importante che ho imparato personalmente grazie all’esperienza fatta presso l’Head Quarter e poi presso i vari stabilimenti Bonfiglioli del mondo è che il management deve sempre dare l’esempio.
Io per esempio, non è un vezzo, ma tutte le mattine entrando in azienda indosso le scarpe antinfortunistiche (ndr: confermato, le ha ai piedi) e da due anni a questa parte tutti, qui in azienda, le indossano.

Prima della norma o della “punizione” in caso di mancato adempimento, il primo aspetto da curare è l’esempio dato. In tutta Bonfiglioli. Il primo che si attiene alle norme deve essere il manager.
Mi accorgo che il rispetto per la sicurezza, e per esempio l’indossare i DPI sia diventata un concetto innato e naturale in azienda. Non mi sembra che sia percepito come un fastidio od un disturbo.
Altro aspetto chiave è fare in modo che il processo sia a prova di errore. Un po’ come accade per i Sistemi di Gestione per la Qualità.

Un semplice esempio di questo approccio: alcuni componenti ci vengono forniti confezionati in basse casse di legno. Per risolvere un problema di sollevamenti ripetuti da terra di questi pezzi, dal basso peso unitario ma con alta frequenza di presa, è stato adottato un attrezzo per il trasporto e sollevamento che permette di alzare il carico ad altezza banco per facilitare la presa del componete da parte dell’operatore. Questa miglioria, voluta per la salute dei lavoratori, ha avuto un impatto positivo anche sulla produttività.
Anche in questo caso, per garantire l’utilizzo costante dell’apparecchiatura, è stata preferita la più costosa ma più efficace soluzione elettrica. Si è attentamente valutato il costo-beneficio più che il costo puro.
La sicurezza è inserita all’interno del processo. Se un dispositivo di protezione è reso parte integrante del processo, questo ne fa parte ed il lavoratore non sarà portato a “sabotare” il dispositivo di protezione per una sua comodità.

Abbiamo voluto affrontare il tema degli accessi alle diverse aree degli stabilimenti. Capita spesso che il personale di ufficio, per fare un esempio, debba recarsi nell’area magazzino o produzione. Sono necessarie però delle specifiche attenzioni per evitare incidenti e per evitare danni alle persone. Grazie all’apporto di alcuni nostri consulenti, sono state definite per ogni dipendente, le aree a cui egli può accedere ed in che condizioni (es: con le scarpe antinfortunistiche, con il casco, seguendo le linee gialle tracciate). Questo aspetto non è un requisito di legge ma noi ci siamo impegnati per crearlo diffonderlo e farlo rispettare.
Il concetto che faccio passare è tuttavia che su alcune cose non può esserci mediazione e sulla sicurezza la priorità è la tutela del lavoratore.