La Segnalazione di Operazioni Sospette non è una “denuncia”, ma deve essere vagliata.

L’obbligo di Segnalazione delle Operazioni Sospette (SOS) continua a costituire il fulcro della legislazione antiriciclaggio. Esse sono lo strumento per la collaborazione attiva degli intermediari e degli altri operatori che dispongono di punti di osservazione privilegiati per valutare la coerenza tra il profilo economico e gli effettivi comportamenti della clientela.

CHE COS’È E QUANDO VA FATTA UNA SOS?

La segnalazione di operazione sospetta è una comunicazione che deve essere effettuata dal professionista alla UIF quando:
sa, ne ha certezza
sospetta
ha ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo da parte dei propri clienti.

Il sospetto deve essere desunto sulla base degli elementi acquisiti nell’ambito dello svolgimento della propria attività professionale, considerando le caratteristiche, l’entità, la natura dell’operazione analizzata o qualsiasi altra circostanza conosciuta e in relazione alle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal cliente cui è riferita.

Il professionista deve valutare di inoltrare una segnalazione di operazione sospetta quando:
1) nel caso in cui abbia sospetto che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo da parte dei propri clienti;
2) nel caso in cui, a seguito della valutazione del rischio sul cliente e sulla prestazione, fosse emerso un alto rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo;
3) qualora il cliente non sia in grado di dichiarare l’identità del titolare effettivo;
4) in presenza di uno o più indicatori di anomalia (emanati e periodicamente aggiornati su proposta della UIF (Unità di Informazione Finanziaria) al fine di agevolare l’individuazione delle operazioni sospette);
5) in caso di ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non in violazione dei limiti in vigore.

OBBLIGHI DI SEGNALAZIONE: COSA FARE

In caso di operazione sospetta il professionista deve:
a. inviare tempestivamente e senza ritardo una segnalazione di operazione sospetta alla UIF o agli ordini professionali competenti, ove possibile prima di eseguire l’operazione, e in ogni caso appena il professionista viene a conoscenza degli elementi di sospetto.
b. astenersi dal compiere l’operazione fino alla effettuazione della segnalazione; tale divieto non opera nel caso in cui l’astensione non sia possibile tenuto conto della normale operatività, o qualora l’astensione possa costituire motivo di ostacolo alle indagini.

OBBLIGHI DI SEGNALAZIONE: COME FARE

Le modalità con le quali è possibile effettuare la segnalazione di operazioni sospette sono, alternativamente:
A. direttamente alla UIF: tramite il portale della Banca d’Italia, sezione dedicata alla UIF, sul quale il segnalante deve preventivamente registrarsi. > Link
B. all’ordine professionale di appartenenza, se attivo a ricevere SOS. Gli ordini professionali che hanno ricevuto la segnalazione devono provvedere senza ritardo a trasmetterla integralmente alla UIF priva del nominativo del segnalante e devono mantenere segretezza su tale nominativo.
Il contenuto della segnalazione deve essere articolato principalmente in quattro sezioni:
i dati identificativi (codice) della segnalazione;
gli elementi informativi (su operazioni, soggetti, rapporti e legami intercorrenti tra gli stessi);
gli elementi descrittivi sull’operatività segnalata e sui motivi del sospetto;
eventuali documenti allegati. Il segnalante ha la facoltà di integrare le informazioni contenute nella segnalazione accludendo documenti (es. estratti conto, copie di titoli di credito, corrispondenza con il cliente): tale funzionalità è da attivare solo nei casi in cui il segnalante ne ravvisi una effettiva e significativa utilità per una più compiuta e corretta interpretazione del contenuto della segnalazione.

Il professionista che abbia effettuato la SOS è tenuto a non dare comunicazione dell’avvenuta segnalazione. Non costituisce violazione di tale divieto di comunicazione il tentativo di dissuadere il cliente dal porre in atto un’attività illegale.

Secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia nel Rapporto Annuale della UIF, nel 2013 le segnalazioni di operazioni sospette inoltrate alla UIF da tutti i destinatari, sono state complessivamente 64.600. La UIF stima che le segnalazioni nel 2014 saranno superiori a 70 mila.
I destinatari più attivi nell’inoltro delle segnalazioni sono stati gli intermediari finanziari: nel 2013 oltre il 60% delle segnalazioni di operazioni sospette riguardano, infatti, anomalie nell’utilizzo del denaro contante e nei bonifici in entrata e uscita. Il timore di subire pesanti sanzioni in materia di antiriciclaggio induce, soprattutto le banche, a moltiplicare le segnalazioni di operazioni sospette (rendendo tra l’altro meno incisiva la prevenzione e il contrasto dei reati). La maggior parte delle segnalazioni (quasi l’85% nel 2013) arriva pertanto da banche e Poste Italiane, generalmente per autotutela.

Il numero di segnalazioni trasmesse da professionisti e operatori non finanziari permane, invece, esiguo (pari a poco più del 4% del totale nel 2013).
Ciò è spiegato con la convinzione diffusa tra i professionisti, che la SOS rappresenti una denuncia del cliente alle autorità, e con la paura che la stessa possa, pertanto, deteriorare il rapporto di fiducia instaurato con il cliente con la conseguenza della perdita dello stesso.
Approfondimenti da questo Blog:
– Intervista a Pia D’Oca, Presidentessa Unagraco PA
Rapporto UIF 2013: SOS in picchiata dai professionisti.

LA SEGNALAZIONE DI OPERAZIONI SOSPETTE NON È UNA “DENUNCIA” MA VA AL VAGLIO DI QUALCUNO

Come reso noto da Banca d’Italia, la segnalazione di operazione sospetta è un atto distinto dalla denuncia di fatti penalmente rilevanti e va effettuata indipendentemente dall’eventuale denuncia stessa all’autorità giudiziaria.
Con la segnalazione il professionista non ha l’obbligo di riferire reati, ma solamente di evidenziare comportamenti anomali o sospetti del cliente, che andranno successivamente al vaglio di qualcuno.

La SOS ha, infatti, lo scopo di portare a conoscenza della UIF le operazioni non trasparenti, nell’ambito della collaborazione attiva dei professionisti in tema di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
Una volta ricevuta la segnalazione, effettuata la prima valutazione di attendibilità ed instaurato il processo di approfondimento finanziario di competenza, la UIF valuta se:

  • archiviare le segnalazioni che ritiene infondate (mantenendone evidenza per 10 anni)
  • oppure trasmettere gli esiti agli organismi investigativi competenti: Direzione Investigativa Antimafia e Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza.

Infine, la segnalazione di operazioni sospette non costituisce violazione degli obblighi di segretezza professionale; inoltre, se posta in essere per le finalità previste e in buona fede, la segnalazione non comporta responsabilità di alcun tipo in capo al professionista.