Il G-20: l’economia digitale e le implicazioni fiscali

dal Sole 24Ore del 23/09/2014

Al G-20 di Cairns (Australia) i ministri delle Finanze hanno ribadito il forte impegno a dare una risposta globale che contrasti efficacemente le pratiche elusive internazionali aumentando la trasparenza in ambito tributario e recuperando risorse da destinare alla ripresa economica. In particolare è stato affrontato il tema dell’economia digitale e delle implicazioni fiscali. Ad oggi manca il nesso di causalità tra il luogo dove viene tassato il profitto e il luogo dove l’attività viene effettivamente svolta. Questo permette, non solo alle grandi multinazionali di ridurre in modo significativo la base imponibile in paesi come l’Italia.

L’OCSE sta lavorando su un documento che descriverà un nuovo modello di business comprendente le regole fiscali. Il lavoro dovrebbe essere completato entro la fine di dicembre 2015. Alcuni Governi si sono già mossi per adeguarsi alle considerazione dell’OCSE tra cui l’Italia che, con la legge di stabilità (legge 147 del 27 dicembre 2013) ha introdotto la web-tax. Era possibile acquistare servizi online di pubblicità e link sponsorizzati solo da soggetti con partita IVA rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo è stato poi tolto dal DL 16/2014. Per quanto riguarda invece il transfer pricing sono state introdotte nuove norme relative alla determinazione del valore normale delle operazioni infragruppo per aziende che operano nel settore della pubblicità online. Il G-20 ha approvato anche il piano di attuazione del CRS – lo scambio automatico di informazioni tributarie per combattere pianificazione fiscale aggressiva da parte delle aziende che spostano la base imponibile verso giurisdizioni a pressione fiscale minore. Il 16 settembre è stato rilasciato il primo pacchetto che copre 7 delle 15 azioni previste dal Action Plan – BEPS (Base Erosion and Profit Shifting).

Entro il settembre 2015 verranno rilasciate le restanti raccomandazioni ed allora sarà possibile l’avvio della completa implementazione del CRS. L’Italia si è impegnata ad effettuare la prima reportistica nel 2017. Tuttavia per gli operatori gli impatti sono immediati: le società targate come aggressive dal BEPS possono essere oggetto di controlli e attenzioni maggiori sin da subito da parte delle autorità fiscali locali.