INTEGRATED REPORTING – Il “bilancio integrato” è anche un’opportunità per i commercialisti.

Ogni novità che verte al raggiungimento, da parte delle aziende, di una condotta attenta alla Social Responsability, nella nostra sede viene sempre accolta con soddisfazione. Trasparenza, etica, salute e sicurezza sul lavoro, sono punti nodali sui quali, lo sappiamo, le imprese italiane non si impegnano ancora abbastanza, mentre è assodato che gli investors ed il mercato in generale – soprattutto quello internazionale – predilige brand che possano dimostrare qualità non solo nei prodotti/servizi offerti, ma anche nella gestione dei “numeri” e delle risorse umane.

In verità, la direttiva del 15 aprile sulle NON FINANCIAL INFORMATION, ovvero la misurazione dello stato di salute dell’impresa non soltanto sotto l’aspetto finanziario, ma anche negli altri ambiti sopra citati, in Italia è già seguita da alcune grandi aziende, ma è sicuramente un tema che in futuro andrà ulteriormente sviluppato e divulgato. A tale scopo il nostro staff dedicato alla Compliance, ha seguito con grande interesse gli esiti dell’incontro su “Valori e obiettivi di sostenibilità nella comunicazione delle imprese italiane: Il punto sul reporting integrato” svoltosi a Milano il 17 novembre presso la Borsa Italiana in cui, come cita anche l’eccellente report dell’articolo pubblicato su AGENPARL: “L’obiettivo di una governance integrata (integratedthinking) e del reporting integrato è quello di ampliare le prospettive ad una visione di lungo termine per la creazione duratura di valore, in un contesto economico internazionale di grande discontinuità. Il bilancio integrato rappresenta il modello di reportistica societaria capace di rappresentare la nuova modalità di gestione integrata di un’aziendatra dimensione economico finanziaria e le informazioni non finanziarie (dimensione sociale, ambientale).”

Da segnalare anche la dichiarazione di Chiara Mio, docente della Ca’ Foscari, pubblicata sul Sole24Ore del 12 novembre 2014, che ritiene l’IR una potenziale risorsa per Commercialisti ed Esperti Contabili, che potranno così offrire alle aziende interessate un’ulteriore livello di consulenza ed analisi. Nel contempo la Mio auspica, al riguardo, un maggiore coinvolgimento delle PMI italiane.

Una visione ulteriore dell’argomento è d’uopo: quella dei Commercialisti ed Esperti Contabili che hanno come clienti prevalentemente PMI. Sicuramente concordi con l’importanza della conoscenza degli altri aspetti riguardanti il “valore” di un’azienda, ma anche un po’ scettici sulla possibile adesione delle piccole imprese italiane alla pratica dell’IR, come si evince dall’efficace sintesi del Dr. Galotti, di seguito riportata.

L’opinione di:
Danilo Galotti
Dottore Commercialista

Studio DG CONSULTING
Roma

danilogalotti

“Indubbiamente l’Integrated Reporting rappresenta una delle nuove possibilità di sviluppo di attività della nostra professione, al pari delle più conosciute pratiche di mediazione o ristrutturazione dei debiti. Tuttavia, secondo la mia esperienza (NdR: condivisa dalla maggioranza dei professionisti aventi per clienti imprese con meno di 500 dipendenti), ritengo che attualmente le PMI italiane possano recepire l’IR non come un’opportunità di arricchimento – e, quindi, considerarne l’adozione come un investimento – ma solo come un ulteriore costo da cui tenersi lontani. Non tutte le imprese infatti avrebbero concreti vantaggi dall’aderire a tale protocollo.

La volontà dei commercialisti ed esperti contabili è quella di aiutare gli imprenditori con la nostra competenza a 360° sulle necessità e le buone procedure da applicare per un’ottimale gestione dell’azienda ma, per esperienza personale, devo dire che le PMI, oggi, pretendono dal commercialista soprattutto la “soluzione per pagare meno tasse possibili”, purtroppo. Attività collaterali alla contabilità e consulenza fiscale non vengono ancora valutate per quello che potrebbero rendere nel futuro. La visione su queste attività è ancora a breve raggio”.

 

Opinioni e testimonianze a confronto, quindi, da parte di coloro che, come la Professoressa Mio, si adoperano per diffondere le “best practice” oppure operano con grandi marchi e chi, invece, lavora ogni giorno con le piccole imprese che “rappresentano il vero sistema economico italiano”, come ha voluto aggiungere Danilo Galotti per completare il suo pensiero, con il quale concordano moltissimi colleghi sui Social Media, in cui ogni giorno pubblicano le loro case-history circa le problematiche che affrontano con i clienti, mostrando uno sforzo notevole, da parte dei professionisti, teso non soltanto ad adempiere agli obblighi di legge, ma anche a rendere maggiormente consapevoli e responsabili i contribuenti, aziende in testa.

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