La Voluntary Disclosure ed il “pasticcio” Svizzero.

La voluntary Discosure resta da mesi l’argomento più dibattuto sui media finanziari e dalle associazioni di commercialisti ed avvocati tributaristi italiani e stranieri.

In Svizzera, come facilmente immaginabile, le ripercussioni sugli Istituti di Credito e sugli operatori del settore sono appena iniziate e già si segnalano importanti cambiamenti.

In particolare, un’indagine di ItaliaOggi “sui possibili effetti del rimpatrio dei capitali sull’economia ticinese”, riporta dati significativi, quali: licenziamenti nelle banche, ritiro capitali da molti correntisti allarmati, nonché blocco dei conti correnti da parte di grandi brand finanziari per autotutelearsi nei confronti dei nuovi accordi internazionali sull’antiriciclaggio.

Sul blocco dei conti, il report cita: “Tra gli aspetti che più rilevano, quello del diniego alla disposizione dei propri capitali depositati è certamente il più importante.
Già in passato la tematica era stata oggetto di discussione: attraverso due sentenze, il tribunale di Lugano aveva condannato lo scorso febbraio quelle banche che, avvalendosi della facoltà di bloccare prelievi e bonifici ai correntisti italiani, hanno motivato il proprio operato come tentativo di prevenire fenomeni di autoriciclaggio in Italia.gli istituti, puntando a tutelare se stessi dall’eventuale accusa di incriminazione per concorso, hanno violato però l’obbligo di diritto civile sul contratto di mandato.
E, con tale comportamento, osservano gli esperti interpellati da ItaliaOggi, che hanno preferito mantenere l’anonimato, hanno minato altresì la fiducia dei propri correntisti e messo in discussione disponibilità e affidabilità degli operatori elvetici”.

ACCADE ADESSO IN SVIZZERA

Dalla Confederazione Elvetica, attualmente, arrivano di giorno in giorno notizie che confermano le previsioni di “adattamento” alla norma, da parte delle banche, e delle effettive e potenziali ripercussioni sull’economia svizzera:  oltre al blocco dei conti di “Credit Suiss” e di altri Istituti di Credito.
Secondo TicinoFinanza, “HSBC Private Bank”, sotto l’occhio della magistratura ed ovviamente impossibilitata a mantenere impegni trasparenti – anche nei confronti della voluntary disclosure – verso i propri clienti in questo momento, avrebbe intenzione di sopprimere 260 posti di lavoro in Svizzera sui 1’350 posizioni attuali. Un’altra grande banca privata svizzera sta prendendo misure simili a HSBC. Lo scorso 2 febbraio, Julius Baer & Co AG ha annunciato la soppressione di 200 posti, praticamente il 60% dei salariati in Svizzera.

La fine dei paradisi fiscali concessi dalla Svizzera e la stretta dei controlli normativi, concordata internazionalmente, sta effettivamente, come premesso dalla ricerca di Italia Oggi, cambiando non soltanto alcuni aspetti legati al risparmio più o meno lecito di chi depositava in quella Nazione, ma un settore importante dell’economia svizzera stessa. Appare ovvio che il comparto bancario elvetico si doterà di nuovi servizi, nuove regole e nuove competenze al fine di restare appetibile per i clienti stranieri.

VOLUNTARY – ANTIRICICLAGGIO perplessità dei professionisti.

Altre fonti, come la testata finanziaria Soldionline, riportano che con la Voluntary Disclosure, numerosi investitori privati italiani dovranno effettuare scelte delicate per la gestione e la valorizzazione dei loro patrimoni, analizzando l’argomento più tecnicamente. In particolare, gli aspetti correlati Voluntary-Antiriciclaggio, fanno riflettere gli addetti ai lavori.

Nell’applicazione pratica della norma, restano palesemente irrisolte molte questioni – a detta dei professionisti – come ad esempio quelle relative ai prelievi ed alla tipologia di operazioni finanziarie scaturenti dall’adesione alla Voluntary Disclosure dei loro clienti. Ovviamente anche chi opera nel mondo della finanza studia con particolare attenzione i possibili gap della normativa. Come cita un recente articolo, sempre di Italia Oggi, sugli “effetti domino”, infatti : ..”Oltre alle possibili conseguenze fiscali, da un punto di vista penale la presenza di prelevamenti anomali potrebbe anche stimolare l’avvio di indagini volte ad accertare la commissione, tramite il denaro prelevato, di reati non coperti dalla legge sulla disclosure (corruzione, concussione per induzione ecc.)”.

Articoli di riferimento:

Voluntary ad-effetto domino

Svizzera in crisi da disclosure

Voluntary: gli investimenti tornanocentrali

SoldionlineHSBC Private Bank