Voluntary Disclosure ed Antiriciclaggio: opportunità per i professionisti.

La Voluntary Disclosure sta scuotendo parte del mondo della finanza e dell’economia, seminando perplessità anche fra operatori finanziari e professionisti che devono contribuire ad applicarla.
Così come nelle Associazioni e negli Ordini dei Commercialisti, anche il CNF (Consiglio Nazionale Forense) ne ha dibattuto lo scorso febbraio, evidenziando le eventuali criticità da superare nel metterla in pratica.

Nella necessità di poter soddisfare i clienti interessati a questa novità, oppure per motivi di ricerca e studio, alcuni fra avvocati e commercialisti, si sono subito impegnati in un’approfondita conoscenza di quella che è stata definita una matassa da dipanare solo con la perfetta competenza di questa materia e delle altre che vengono sinergicamente coinvolte.

Le varie attività previste dalla Voluntary, infatti, implicano anche quelle incluse nella normativa Antiriciclaggio e relative Segnalazioni Sospette, per citare solo uno degli argomenti sollevati durante i convegni sul tema. I dati in chiaro sui movimenti finanziari, potrebbero anche far scattare controlli delle Autorità su altri sospetti di reato come la corruzione o il riciclaggio.. D’altra parte, se la Voluntary richiede completa trasparenza nella trasmissione dei dati alle autorità, è anche vero che, circa le SOS, viene applicato il principio di “valutazione da parte del professionista”. Come cita anche un nostro precedente articolo:

La segnalazione di operazione sospetta è una comunicazione che deve essere effettuata dal professionista alla UIF quando:
 sa, ne ha certezza
 sospetta
• ha ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo da parte dei propri clienti.

Ed ecco che in questo, come in altri punti salienti della Voluntary, solo un professionista competente ed aggiornato, riesce a definire i dettagli su dati e procedure idonee a curare al meglio gli interessi del proprio cliente.

La Voluntary Disclosure e l’Antiriciclaggio, quindi, diventano un’opportunità per un professionista di riqualificarsi con l’offerta di nuovi servizi di consulenza ed amministrazione, che possano soddisfare nuovi clienti, sia italiani che esteri. Come?

La formazione continua sulla norma, prima di tutto.
Le competenze da acquisire possono diversificarsi a seconda del ruolo del professionista nei servizi che lo studio offre ai clienti. Ci sono differenti strategie di approccio che dipendono anche dalle decisioni interne di uno studio, nella gestione delle proprie risorse umane. Si può scegliere di diventare esperti di Voluntary Disclosure attraverso percorsi formativi approfonditi e, soprattutto, continuativi, oppure di avere una conoscenza generale della norma e delegare un proprio collaboratore di studio all’approfondimento di questa norma specifica, al fine di dedicarlo, in seguito, all’espletamento delle pratiche dei clienti in questo ambito; o ancora, avviare una partnership con uno o più colleghi già esperti e creare una sorta di network che si presenta, ai clienti, come uno studio multidisciplinare. Rientra fra le soluzioni già collaudate dai professionisti, anche l’acquisizione di un servizio di compliance normative in outsorcing, scelta privilegiata da studi che non hanno abbastanza risorse umane interne e/o desiderino offrire questo nuovo servizio alla propria clientela in tempi brevi.

L’outsorcing peraltro da’ la possibilità di delegare all’esterno attività a “basso valore”, permettendo di utilizzare le risorse del proprio studio per attività consulenziali di alto livello o di maggior interesse per i clienti.

La specializzazione in normative legate alla lotta al finanziamento del crimine organizzato, è sicuramente una fra le competenze che saranno sempre più apprezzate dagli utenti, soprattutto dalle aziende. Legato ad un bisogno crescente di sicurezza e difesa dal terrorismo e dalla criminalità, il trend dei controlli finanziari è in crescita, sia in Italia che all’estero.
Non dimentichiamo che la Voluntary Disclosure e l’Antiriciclaggio fanno parte di normative scaturite da accordi internazionali per il contrasto al crimine organizzato, attraverso il controllo dei movimenti finanziari. Appare ovvio che l’azione delle Autorità italiane ma non solo, in questo senso, diverrà sempre più intensa, per cui crescerà anche il numero dei contribuenti che necessiteranno di assistenza diversa dalla semplice “tenuta dei conti”, cercando piuttosto specialisti in grado di garantire loro il corretto svolgimento di operazioni delicate come quelle, appunto, previste dalla norma in oggetto.

Come testimoniano anche nostre recenti interviste ai Commercialisti circa il futuro della loro professione, la volontà di “alzare il tiro” delle proprie prestazioni viene proprio da loro, sia dalle voci individuali, come dalle associazioni di categoria che, oltre all’intervento presso i legislatori per ottenere una burocrazia più sostenibile, hanno anche la responsabilità di sostenere gli studi professionali in un momento economico certo non facile, ma che presenta, proprio nelle specializzazioni, margini di crescita e soddisfazione.

Per saperne di più:

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  • Video:

Tutti i video del CNF sulla Voluntary Disclosure.

Intervento dell’Avvocato Raffaella D’Anna – gruppo di lavoro Antiriciclaggio CNF