L’Unione Europea stringe sull’antiriciclaggio

Approvata la nuova direttiva europea antiriciclaggio, che modifica la “Terza Direttiva Antiriciclaggio” (Direttiva 2005/60/CE): il Parlamento europeo adegua così la legislazione della UE agli standard Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) – di cui  fanno parte 35 membri in rappresentanza di stati e organizzazioni regionali che corrispondono ai principali centri finanziari internazionali – puntando su trasparenza e tracciabilità delle transazioni in ambito comunitario per porre un nuovo tassello alla lotta contro evasione, crimini fiscali, finanche alla prevenzione del finanziamento del terrorismo.

Da oggi gli Stati membri dell’Unione hanno due anni per recepire la nuova direttiva, prevedendo la costituzione di registri per l’archiviazione di informazioni aggiornate sulla titolarità effettiva di società, entità legali o trust. Tali registri dovranno essere accessibili soltanto da portatori di “interesse legittimo” (tra cui, novità assoluta figurano, i cronisti), in relazione a tematiche di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e reati connessi, quali corruzione, cimini fiscali e frode.

In particolare, le nuove norme portano a un’estensione del campo di applicazione delle precedenti direttive, introducendo requisiti per un maggior numero di operatori, specie in ambito commerciale: è stata infatti ridotta la soglia dei pagamenti in contanti da 15.000 a 10.000 euro. Vengono inoltre imposti specifici obblighi di segnalazione per quanto riguarda le operazioni sospette dei clienti anche alle sale da gioco. Le nuove norme, ancora, introducono un nuovo approccio basato sul rischio, secondo cui le decisioni andranno prese in considerazione di fatti oggettivi per circoscrivere meglio i rischi. Parallelamente, la nuova direttiva imporrà regole più severe in merito all’adeguata verifica della clientela.

Queste novità impongono un’attivazione molto rapida anche da parte degli studi professionali,  soprattutto per quanto riguarda la verifica dei propri asset e relativa loro adeguatezza. In secondo luogo, sarà fondamentale adottare un percorso di formazione ben definito e valutare l’adozione di sistemi di gestione strutturati che consentano di recepire tempestivamente le nuove norme. In questo senso, i servizi Alavie sono già allineati ai requisiti della nuova direttiva: i professionisti che si affidano ad Alavie, dunque, sono di fatto potenzialmente in grado di recepire già le nuove richieste normative imposte dall’Unione Europea.

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