Voluntary Disclosure: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Con la Legge 15 dicembre 2014, n. 186 è stata introdotta la procedura straordinaria di collaborazione volontaria, la c.d. Voluntary Disclosure, tesa a consentire ai contribuenti di riparare alle infedeltà dichiarative.

Come illustrato in un nostro precedente post, la Voluntary Disclosure è il provvedimento che regola le modalità per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti illecitamente all’estero, ovvero per la regolarizzazione delle omissioni concernenti il quadro RW, compiute sino al 30 settembre 2014.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato alcuni chiarimenti (con la circolare 10/E del 13 marzo 2015) destinati all’amplia platea di contribuenti che hanno nascosto capitali all’estero e sono interessati a rimettersi in regola attraverso la procedura straordinaria di collaborazione volontaria prevista dalla legge sul rientro dei capitali, che introduce il reato di autoriciclaggio (legge 186/2014).
Il termine ultimo per avviare la procedura è fissato al 30 settembre 2015.

I tempi iniziano quindi ad essere stretti e l’Agenzia delle Entrate, ha diffuso una circolare con lo scopo di chiarire i dubbi inerenti ai profili applicativi della procedura nonché le cause di inammissibilità ed il profilo sanzionatorio. Si legge nella premessa alla circolare:

La legge, nell’apportare modifiche al decreto legge 28 giugno 1990, n. 167 (di seguito decreto legge), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e recante la disciplina del cosiddetto “monitoraggio fiscale”, ha rinviato l’attuazione delle disposizioni in materia di collaborazione volontaria ad un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, emanato il 30 gennaio 2015, prot. n. 2015/13193 (di seguito provvedimento), concernente l’“Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero e per l’emersione nazionale”.

Con la circolare n. 10/E del 13 marzo 2015 sono stati illustrati i principi sottostanti alla procedura di collaborazione.

Successivamente sono pervenute richieste di chiarimenti in relazione a profili applicativi della normativa richiamata nonché del successivo provvedimento attuativo.

Si riportano pertanto, suddivisi in funzione degli specifici aspetti trattati, alcuni quesiti e le relative indicazioni operative, afferenti profili problematici evidenziati dalle strutture dell’Agenzia nonché da operatori professionali in sede di prima applicazione della procedura di collaborazione volontaria internazionale, finalizzata all’emersione spontanea dei capitali detenuti illecitamente all’estero, nonché di quella cosiddetta nazionale, tesa a consentire a tutti i contribuenti, e non solo a coloro che hanno commesso illeciti fiscali internazionali, il ripristino della legalità fiscale.

La circolare, pubblicata sul sito dell’Agenzia, è qui disponibile nella sua forma integrale: scarica la Circolare >