Voluntary Disclosure e proroga in vista: un’opportunità?

Rientro dalle vacanze molto “caldo” – e non solo meteorologicamente parlando – per i professionisti fiscali: domani (2 settembre ndr) entra in vigore, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto sulla certezza del diritto che introduce la nuova normativa in merito al raddoppio dei termini per l’accertamento.

Limitando di fatto per i contribuenti il pagamento delle tasse arretrate agli ultimi 4/5 anni e rendendo quindi più conveniente il rientro dei capitali, è ragionevole ritenere che questa novità legislativa possa portare ad un incremento delle richieste di adesione alla procedura del rientro volontario dei patrimoni posseduti all’estero.

Proprio a fronte dell’emergere della volontarietà di collaborazione da parte di una nuova varietà di soggetti e di una possibile impennata di presentazione delle domande, quindi, sono sempre più insistenti i “rumors” secondo cui l’Agenzia delle Entrate starebbe valutando di prorogare i termini per l’adesione alle procedure di voluntary disclosure almeno a fine anno, come già richiesto anche dall’Odcec di Milano. Dopo una partenza a basso regime, infatti, anche a causa di una difficoltà interpretativa delle norme, nel mese di agosto si sono registrati – a detta dell’Ordine dei Commercialisti – dei veri e propri boom di presentazione delle domande per la sottoscrizioni alla procedura, certamente già agevolate dall’approvazione del sopracitato decreto legislativo sulla certezza del diritto e dalla pubblicazione di tre circolari a chiarimento di dubbi interpretativi da parte della stessa Agenzia delle Entrate, come per altro richiesto dallo stesso Odcec.

A completamento, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre diffuso proprio ieri (31 agosto ndr) un ulteriore chiarimento – con la circolare n. 31/E –  in cui si specifica che la presenza sulla cosiddetta “Lista Falciani” non inficia la possibilità di aderire alla voluntary disclosure, a condizione che non siano stati avviati accertamenti da parte del Fisco italiano per violazione tributarie “relative all’ambito oggettivo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria”.

Lo “stato dell’arte”

Ad oggi sono state recapitate alle direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate complessivamente oltre 10 mila istanze di collaborazione volontaria. Il quotidiano Milano Finanza stima che – anche grazie al nuovo decreto sulla certezza del diritto – le domande possano arrivare a 100 mila entro la metà del mese di settembre, indicando una possibile riemersione dei capitali globale intorno agli 80 miliardi di euro.

Cifre sicuramente molto interessanti, ma solo una minima parte di ciò che l’Uif indica come investimenti italiani nei paradisi fiscali, pari a circa 500 miliardi di euro.

Da ricordare, inoltre, che i soggetti che decidono di aderire alla collaborazione volontaria mantengono la fedina penale pulita, pur in presenza di ipotesi di reato come frode fiscale e ricettazione – per i quali è prevista pena fino a 10 anni.

Sarà capace il nostro Paese di beneficiare di questa opportunità?

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