Il rischio, chiave del successo dell’impresa.

…saper gestire adeguatamente tutti i rischi a cui un’attività imprenditoriale è esposta rappresenta l’elemento essenziale del successo”. Così una delle storiche “big five” della consulenza, Arthur Andersen, definiva il rischio di impresa.

Oggi, la dimensione globale dei mercati e della clientela impongono di prendere decisioni molto velocemente e di affrontare cambiamenti con estrema rapidità. Questo significa anche assumere rischi non secondari – spesso difficili da valutare – che possono mettere a dura prova l’imprenditore o il management più brillante e, di fatto, i risultati (quando non la sopravvivenza stessa) dell’azienda.

Prevenzione, protezione o attività relative a processi di diversificazione, di controllo di gestione o di crisis management: gestire i rischi all’interno dell’impresa significa in primo luogo misurarli – ovvero stimare la possibile variazione dei risultati aziendali al modificarsi degli scenari – e valutarli economicamente, analizzando costi e benefici.

Ovviamente, l’assunzione del rischio sarà indicata solo nel caso in cui effettivamente i benefici siano superiori ai costi.

Si tratterà di valutare non solo i flussi finanziari dell’azienda, ma aspetti complessivi – anche non direttamente connessi quelli economici – quali, per esempio, possibili impatti sulla sicurezza dei lavoratori o sull’ambiente, assicurandosi di aver ben focalizzato anche i rischi d’impresa capaci di creare opportunità (up side risk), e non solo quelli negativi (down side risk).

Obiettivo di una strategia di risk management è, quindi, incanalare l’incertezza tipica dei rischi in un percorso volto ad ottenere una convenienza economica benefica per l’impresa e i suoi stakeholder. L’esempio più concreto è forse quello dell’innovazione, per definizione portatrice di rischio e allo stesso tempo leva di sviluppo irrinunciabile.

Nell’impresa moderna è quindi auspicabile l’adozione di una strategia “gestionale” del rischio, che tenga in considerazione la sempre maggiore complessità dei rischi stessi, che vanno di pari passo con la complessità dei mercati.

E questa evoluzione riguarda inevitabilmente anche il ruolo del “gestore del rischio”, il risk manager, nonché la sua professionalità, le sue le competenze e il suo approccio, che non potrà  prescindere da un’attenta valutazione dei processi di business dell’azienda e del suo posizionamento sui diversi mercati, così come dal rapporto con intermediari e operatori finanziari e del modello organizzativo.

In Alavie, siamo specialisti della gestione dei rischi derivanti dalla mancata, incompleta o errata applicazione delle normative e abbiamo trattato l’argomento della gestione dei rischi su una serie di articoli pubblicati da Il Sole 24 Ore .

Voi come gestite il rischio della vostra impresa?  Contattateci tramite il form, i nostri consulenti avranno il piacere di analizzare le specifiche necessità di ogni tipologia di azienda e di definire il percorso di gestione dei rischi più adatto alle esigenze ed agli obiettivi posti.