Controlli antiriciclaggio e sanzioni. 2: Quali sono le fasi della verifica?

< Parte 1:  Perché scatta l’indagine. < Parte 3: L’accesso allo studio. In questa parte ci occupiamo nel dettaglio delle attività di verifica Antiriciclaggio da parte della Gdf verso i professionisti. LE FASI DELLA VERIFICA: In generale, la verifica si articola secondo uno schema strutturato in fasi: 1. attività propedeutiche di studio e analisi da svolgersi prima che inizi l’accesso. 2. accesso presso le sedi dei soggetti vigilati. 3. accertamenti di merito, finalizzati a verificare il rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 231/2007 in materia di: – istituzione del Registro della Clientela o dell’Archivio Unico Informatico (AUI); – adeguata verifica della clientela ed individuazione del titolare effettivo; – registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni; – segnalazione delle operazioni sospette; – comunicazione delle infrazioni per l’uso del contante al Ministero dell’Economia e delle Finanze; – doveri di informazione del collegio sindacale e di tutti i soggetti incaricati del controllo di gestione. Particolare attenzione è mostrata nell’esame delle registrazioni effettuate sul Registro della Clientela o sull’AUI, effettuando anche riscontri rispetto alla documentazione eventualmente acquisita preliminarmente all’intervento o nel corso dell’accesso. Nel dettaglio, l’unità operativa della GdF procede ad accertare che le registrazioni: – siano state effettuate tempestivamente; – contengano tutte le informazioni richieste dalla legge; – siano state regolarmente effettuate, anche con riferimento alle operazioni frazionate. 4. ispezione documentale, tesa ad appurare l’esattezza e la completezza degli adempimenti antiriciclaggio o degli altri obblighi assegnati al soggetto vigilato dalla disciplina di settore. In sede di ispezione documentale particolare attenzione è rivolta per: – rinvenire documenti attestanti trasferimenti di denaro contante e titoli al portatore d’importo pari o superiore a 1.000 euro; – acquisire ogni altra documentazione, anche extracontabile, utile ai fini dell’attività di controllo. 5. rilevazione di eventuali irregolarità e delle connesse violazioni penali e/o amministrative; 6. trasmissione degli atti alle autorità competenti per l’eventuale irrogazione delle sanzioni.

Controlli antiriciclaggio e sanzioni. 2: Le fasi della verifica

< Parte 1:  Perché scatta l’indagine. < Parte 3: L’accesso allo studio. In questa parte ci occupiamo nel dettaglio delle attività di verifica Antiriciclaggio da parte della Gdf verso i professionisti. LE FASI DELLA VERIFICA: In generale, la verifica si articola secondo uno schema strutturato in fasi: 1. attività propedeutiche di studio e analisi da svolgersi prima che inizi l’accesso. 2. accesso presso le sedi dei soggetti vigilati. 3. accertamenti di merito, finalizzati a verificare il rispetto degli obblighi previsti dal D.Lgs. 231/2007 in materia di: – istituzione del Registro della Clientela o dell’Archivio Unico Informatico (AUI); – adeguata verifica della clientela ed individuazione del titolare effettivo; – registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni; – segnalazione delle operazioni sospette; – comunicazione delle infrazioni per l’uso del contante al Ministero dell’Economia e delle Finanze; – doveri di informazione del collegio sindacale e di tutti i soggetti incaricati del controllo di gestione. Particolare attenzione è mostrata nell’esame delle registrazioni effettuate sul Registro della Clientela o sull’AUI, effettuando anche riscontri rispetto alla documentazione eventualmente acquisita preliminarmente all’intervento o nel corso dell’accesso. Nel dettaglio, l’unità operativa della GdF procede ad accertare che le registrazioni: – siano state effettuate tempestivamente; – contengano tutte le informazioni richieste dalla legge; – siano state regolarmente effettuate, anche con riferimento alle operazioni frazionate. 4. ispezione documentale, tesa ad appurare l’esattezza e la completezza degli adempimenti antiriciclaggio o degli altri obblighi assegnati al soggetto vigilato dalla disciplina di settore. In sede di ispezione documentale particolare attenzione è rivolta per: – rinvenire documenti attestanti trasferimenti di denaro contante e titoli al portatore d’importo pari o superiore a 1.000 euro; – acquisire ogni altra documentazione, anche extracontabile, utile ai fini dell’attività di controllo. 5. rilevazione di eventuali irregolarità e delle connesse violazioni penali e/o amministrative; 6. trasmissione degli atti alle autorità competenti per l’eventuale irrogazione delle sanzioni.

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