Dai Social Media: le proposte dei commercialisti al Governo per migliorare le attività della categoria.

facebook-logoLa nostra attività di ascolto e scambio con i professionisti, si amplifica e si aggiorna quotidianamente su Facebook attraverso la pagina www.facebook.com/AlavieSrlAntiriciclaggio e la nostra partecipazione diretta nei gruppi di commercialisti, con i quali condividiamo le notizie salienti, fra le quali selezioniamo per Circularis quelle maggiormente commentate dagli interessati.  Fra gli argomenti più popolari di questo periodo, gli incontri “Commercialisti-Governo”.

Settembre 2014, il rientro dalle vacanze dei professionisti ha aperto un mese di scadenze serrate che, dopo le novità normative introdotte nella prima parte dell’anno, vedono intensificarsi, parallelamente alle proteste sui profili social e particolarmente nei gruppi su Facebook, anche le attività delle associazioni di categoria che richiedono urgente attenzione alle loro problematiche, da parte delle autorità. Come mai prima d’ora, i professionisti si sono coalizzati nel pretendere il dovuto ascolto da parte del Governo alle loro contro-proposte, per fronteggiare le difficoltà dovute a vecchie criticità, ma anche ai nuovi cambiamenti che, ad onta delle aspettative primaverili, non hanno affatto contribuito alla tanto agognata semplificazione, inasprendo invece controlli e multe al professionista, che vede sempre più la sua figura distolta dal ruolo naturale di consulente, per trasformarsi in una sorta di agente di polizia giudiziaria. Pena le severissime sanzioni in cui il commercialista potrebbe incorrere.

Come riportato dalle diverse testimonianze dei rappresentanti della categoria, pubblicate negli ultimi mesi sulle maggiori testate finanziarie e sui siti delle associazioni, il commercialista e l’esperto contabile non soltanto non hanno tutti gli strumenti ed i dati per poter realmente soddisfare questa pretesa, ma soprattutto non ne vedono la legittimità e di conseguenza si sono mobilitati in massa per ottenere dal Governo una serie di incontri al fine di confrontarsi sulla normativa vigente e le migliorìe apportabili, nell’interesse della categoria e, soprattutto, degli utenti.

La prima iniziativa è stata un incontro a Roma, il 10 settembre, delle associazioni riunite in coordinamento unitario (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, UNICO, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO), col sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, sul tema della riorganizzazione del calendario fiscale e della semplificazione fiscale.
Le proposte presentate, riassunte in un documento consegnato a Zanetti, “tengono conto anche delle modifiche in tema di semplificazioni in corso di approvazione”, come ad esempio l’invio dei CUD entro il 7 marzo, e partono da una premessa imprescindibile: il rispetto dei termini nel rilascio degli strumenti da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Per questo, la prima proposta è quella di fissare un termine improrogabile al 15 gennaio per la pubblicazione dei dichiarativi e dei software applicativi e di controllo, “ivi compresi gli studi di settore”.
Nel caso di mancato rispetto di detto termine, si propone di spostare automaticamente in avanti, “per un periodo pari allo slittamento del termine di approvazione”, le scadenze per il pagamento delle imposte e l’invio delle dichiarazioni, evitando così di ricorrere all’abusato istituto della proroga last minute. (Il resoconto completo ed i vari documenti, compresa un’intervista all’On.Zanetti, è reperibile sul sito di ANC a questo link: www.ancnazionale.it/le-associazioni-dei-commercialisti-incontrano-il-sottosegretario-zanetti/). Visibile sul sito www.ancwebtv.it il video dell’incontro.

Le proroghe “last minute” che si sono intensificate sino all’estate, hanno reso estremamente complesso il lavoro dei commercialisti che proprio sui Social Media hanno postato richieste ai colleghi, di dettagli sulle varie procedure e scadenze che venivano annunciate, modificate e/o posticipate con preavvisimi minimi e talvolta informazioni poco chiare. Fra i commenti più postati, oltre alle ormai necessarie 12 ore lavorative quotidiane – soprattutto da parte di studi medio-piccoli – per adempiere a tutti gli obblighi previsti, si leggono le proteste per i frequenti malfunzionamenti delle piattaforme elettroniche adibite alla raccolta ed invio dei dati e la mancata risposta degli addetti degli uffici competenti, sui i numerosi chiarimenti richiesti per telefono o via email.

La questione più scottante, in sintesi, risulta essere da tempo quella della mancata consultazione dei professionisti, da parte del Governo, per lo studio e l’applicazione di normative fiscali che dovrebbero – in teoria – supportare attività che consentano maggiore controllo e legalità, ma, di fatto, al momento ottengono solo il risultato di gravare il consulente di maggiori oneri, senza portare allo Stato i risultati richiesti, anche in termini di maggiore gettito nelle casse dell’erario attraverso i controlli potenziati nei confronti degli utenti.

La strada di una possibile riforma è iniziata quindi il 10 settembre e continuerà nelle prossime settimane in cui i professionisti siederanno al tavolo tecnico sulla delega fiscale. L’invito alla categoria, si legge nella nota diffusa dal Cndcec, è stato formulato dal Viceministro all’Economia, Luigi Casero, nel corso di un incontro avuto con il presidente del Consiglio nazionale, Gerardo Longobardi, e il consigliere nazionale delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi.

Dalla nota, citiamo: “Siamo molto soddisfatti”, ha commentato Longobardi, “per aver riattivato un solido canale di comunicazione con il Mef. Ringraziamo il viceministro per l’invito al tavola tecnico, al quale certo non faremo mancare proposte costruttive”. Nel corso dell’incontro, i commercialisti hanno esposto a Casero la loro netta contrarietà alle norme che, in caso di visto di conformità infedele sul 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, addossano ai professionisti abilitati o ai CAF, non solo le sanzioni che sarebbero a carico del contribuente, ma anche l’imposta e i relativi interessi. Norme di cui i commercialisti chiedono l’eliminazione, sottolineando il “loro palese contrasto con il principio costituzionale di capacità contributiva e le notevoli difficoltà che si incontrerebbero per la copertura assicurativa obbligatoria”. Un punto di vista, quello dei commercialisti, che, ha ricordato Longobardi, “aveva nei giorni scorsi trovato pieno accoglimento da parte della Commissione Finanze e Tesoro del Senato”.

Nel suo parere sul decreto, la Commissione ha sostenuto infatti che “la previsione di trasformare gli intermediari in soggetti che si sostituiscono al contribuente nell’obbligazione tributaria non appare condivisibile”. Longobardi chiede quindi che “proprio partendo da questo autorevole parere si riparta per rimettere mano alla norma. La responsabilità in proprio di professionisti e CAF per l’imposta e i relativi interessi va eliminata”.

Sul sito www.cndcec.it la lettera del presidente Gerardo Longobardi ai commercialisti, sulle attività di dialogo con il Governo per, come conclude lo stesso Longobardi, “restituire dignità a tutti gli Iscritti e a riportare la nostra Professione sulla strada dell’autorevolezza”.

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