Alfonso Gargano, l’Antiriciclaggio e.. le risorse.

Antiriciclaggio: oggi ne parliamo con Alfonso Gargano, che abbiamo avuto il piacere di conoscere recentemente, condividendo anche un Convegno Antiriciclaggio a Salerno, di cui è stato moderatore. Nella foto in alto è insieme alla nostra consulente, in occasione di un altro Convegno ANC a Pisa.

CHI E’ ALFONSO GARGANO:
Commercialista salernitano, una delle figure più apprezzate fra i colleghi, per la competenza e l’instancabile attività di formazione e divulgazione sulla normativa Antiriciclaggio. Ha poco tempo, come tutti, ma ne dedica parte anche a condividere con gli altri professionisti, su Facebook, contenuti di comune interesse ed opinioni. “Costruttive”, ci tiene a sottolineare. Perché è fra coloro che credono fermamente in un miglioramento possibile.

La sua linea di pensiero si basa su concetti fondamentali che, del resto, esprime anche nelle risposte alle domande sottostanti: crede nelle RISORSE che abbiamo a disposizione, nella conoscenza delle leggi, nell’impegno professionale ed etico, ma anche in quello sociale. Risorse che, ribadisce più volte, si possono sviluppare, rafforzare… Sia, appunto, per colmare i gap della normativa Antiriciclaggio – da parte dei professionisti, ma anche dei legislatori – che per svolgere al meglio, in generale, l’attività di commercialista, che effettivamente, ad oggi, rientra fra le più complesse e stressanti. “Lo scambio su Facebook” – dice Alfonso Gargano . “si è rivelato una risorsa utile pure per condividere con altri la passione per la poesia, di cui sono anche autore. scoprendo peraltro di non essere il solo, fra i colleghi, a dedicarsi ad arti varie, riuscendo così a compensare lo stress delle ardue fatiche professionali”.

Ecco come risponde alle domande che gli abbiamo posto:

  • Dr. Gargano, può sintetizzarci la situazione di commercialisti ed esperti contabili, nei riguardi della normativa Antiriclaggio?

Dalle statistiche riguardanti le verifiche antiriciclaggio presso gli studi professionali e da esperienza diretta parlando con i colleghi nei vari incontri formativi, emerge che un’alta percentuale di soggetti non risulta in regola con gli adempimenti previsti dalla normativa. Oltre a un ritardo negli adempimenti, risultano professionisti sprovvisti ancora dell’archivio della clientela o con l’archivio senza registrazioni.

  • Secondo lei quali sono i motivi di queste lacune?

Sono diversi: molti professionisti sentono la normativa antiriciclaggio lontana dal loro ruolo e vedono minato il rapporto fiduciario professionista-cliente. Un altro motivo importante e da non sottovalutare, è la struttura organizzativa dello studio: per una puntuale e corretta osservanza della normativa ogni professionista dovrebbe dedicare almeno un’ unità lavorativa agli adempimenti antiriciclaggio, ma siamo tutti consapevoli che la stragrande maggioranza degli studi professionali è composta dal titolare e da massimo 2-3 collaboratori e dipendenti. E’ da considerare, poi, che la normativa italiana è tra le più rigide d’Europa; infatti l’obbligo della registrazione dei dati non è generalizzato in tutti i paesi UE.

  • Ritiene che una maggiore attività di formazione e sensibilizzazione della categoria potrebbe fare la differenza?

Certamente la formazione non può che accrescere l’interesse della categoria nei confronti della normativa e sensibilizzarla agli adempimenti previsti. Attualmente vedo un notevole sforzo da parte dei Consigli locali nel promuovere eventi formativi in materia antiriciclaggio. Molti Consigli hanno istituito presso l’Ordine delle commissioni di lavoro e studio di supporto ai colleghi così come il nostro CN. Consiglio Nazionale che, tramite la relativa commissione, ha predisposto delle linee guida per l’adeguata verifica della clientela che aggiorna periodicamente. Inoltre organizza sul territorio eventi formativi e divulgativi specifici.
L’offerta formativa ordinistica, integrata da quella delle società di consulenza antiriciclaggio, contribuisce a diffondere e chiarire la normativa antiriciclaggio in tutti i suoi aspetti. Inoltre l’offerta formativa deve indirizzarsi anche verso i collaboratori e dipendenti dello studio, infatti, la normativa prevede per i professionisti destinatari l’obbligo formativo nei confronti dei propri collaboratori e dipendenti.

  • Trova che l’attuale offerta formativa sia adeguata ai bisogni della categoria? Ha dei suggerimenti per migliorarla o integrarla con strumenti di supporto?

Come ho detto prima gli sforzi degli Ordini supportati dalle case di software e di consulenza sono enormi e l’offerta formativa è completa e distribuita su tutto il territorio nazionale. Considerato le carenze che si notano ancora in diversi colleghi direi di abbinare alla convegnistica tradizionale in aula e in video-conferenza dei corsi specifici con la partecipazione di un numero limitato di professionisti per essere più incisivi e diretti. Utile potrebbe anche essere un servizio di consulenza diretta presso lo studio del professionista.

  • Quali cambiamenti auspica, nell’attuale normativa antiriciclaggio, affinché ogni commercialista possa ritenersi serenamente adempiente?

Nel panorama di una revisione della normativa 231 il legislatore dovrà rimodulare soprattutto il sistema sanzionatorio. Oggi le sanzioni sono molto penalizzanti per il professionista ed alcune sanzioni penali sembrano esagerate rispetto all’omissione commessa, attualmente sono puniti penalmente alcuni inadempimenti di carattere puramente formale. Dare la possibilità anche al professionista di accedere all’istituto dell’oblazione e la possibilità di optare per il cumolo giuridico delle sanzioni in luogo dell’attuale cumulo materiale. Diversificare la sanzione tra l’omessa segnalazione e la ritardata segnalazione che attualmente sono trattate allo stesso modo. Per quanto riguarda gli adempimenti evitare le duplicazioni e abolire il registro della clientela, informatico o cartaceo che sia, l’obbligo può essere assolto mediante la corretta e puntuale tenuta del fascicolo del cliente.

Alfonso Gargano

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