Sanzioni antiriciclaggio: le novità del D.Lgs. 90/2017

  • Le sanzioni antiriciclaggio previste dal D.Lgs. 90/2017

Nelle recenti fasi di riformulazione della normativa, i professionisti dell’area giuridico-economica si auspicavano sostanziali modifiche all’impianto delle sanzioni antiriciclaggio, mirando in particolar modo all’abolizione di quelle per mere irregolarità formali. L’approvazione del D.Lgs. 90/2017 ha sicuramente tracciato una struttura sanzionatoria del tutto rinnovata rispetto a quella previgente, purtroppo però non ha portato ai risultati sperati dal mondo professionale.

La scelta del legislatore è stata quella di commisurare la risposta sanzionatoria alla gravità della condotta: le ipotesi caratterizzate da comportamenti fraudolenti e simulatori saranno pertanto punite come delitti, mentre le altre tipologie di violazioni (obblighi di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati, …) saranno punite come illeciti amministrativi.

Sanzioni antiriciclaggio: le violazioni “qualificate”

Il D.Lgs. 90/2017 individua due livelli di sanzioni commisurate in base alla natura della fattispecie a cui dovranno essere applicate:

  • Fattispecie base
  • Fattispecie qualificate dalle particolari circostanze connesse alla violazione

Per la prima volta vengono introdotti i concetti di “violazioni ripetute, sistematiche, plurime e gravi”. Tali novità contraddistinguono il nuovo sistema sanzionatorio ed hanno reso necessario un successivo chiarimento di carattere operativo da parte del MEF.
Al fine di fornire una serie di istruzioni sulle modalità di applicazione delle sanzioni antiriciclaggio, è stata emanata infatti la circolare 6 luglio 2017, n. DT54071 che ha esplicitato i criteri e le modalità di irrogazione delle sanzioni, la determinazione dell’importo da applicare, il cumulo giuridico e il favor rei.

La circolare identifica i criteri da adottare affinché l’autorità verbalizzante possa riscontrare la sussistenza dei parametri per categorizzare la violazione “qualificata”, che sono i seguenti.

VIOLAZIONI RIPETUTE

Si tratta di quelle violazioni contestate già in precedenza al soggetto obbligato e per le quali è stata riconosciuta l’irrogazione di una sanzione nell’arco dell’ultimo quinquennio.

VIOLAZIONI SISTEMATICHE

La sistematicità sussiste quando, su un numero sufficientemente elevato di singole operazioni non necessariamente riferibili allo stesso cliente o alla stessa tipologia di transazione, si rilevi per la maggior parte di esse il comportamento omissivo sanzionato dalla legge.

VIOLAZIONI PLURIME

Si tratta di violazioni che possono riguardare anche una singola prestazione professionale avente un carattere unitario dal punto di vista dello scopo perseguito, articolata in più operazioni distinte sul piano economico-giuridico ma coordinate e collegate tra loro.

VIOLAZIONI GRAVI

Il legislatore indica alcuni criteri specifici ai fini della quantificazione della gravità della violazione riscontrata:

  • intensità e grado dell’elemento soggettivo riconducibile all’insufficiente grado di diligenza rilevato nella condotta del professionista;
  • grado di collaborazione con le autorità rilevabile dalla sollecitudine nel rispondere alle richieste di documentazione, dati e informazioni da parte degli accertatori e nel fornire informazioni veritiere, complete e non fuorvianti;
  • rilevanza ed evidenza dei motivi del sospetto attinenti soprattutto alla presenza di elementi di criticità riconducibili alle casistiche previste negli schemi e indicatori di anomalia ma riferibili anche all’incoerenza dell’operazione rispetto alle caratteristiche del cliente e al valore dell’operazione stessa;
  • reiterazione e diffusione dei comportamenti che segnalano un inadeguato presidio della normativa antiriciclaggio derivante da carenze organizzative che andranno graduate anche tenendo conto delle dimensioni e del grado di complessità dell’organizzazione

Facciamo un esempio.

Sanzioni antiriciclaggio: un caso praticoQualora ad un professionista venisse riscontrata l’inosservanza degli obblighi di adeguata verifica, quale sanzione verrebbe applicata ai sensi del D.Lgs.90/2017? E nel caso venissero riscontrate più violazioni?

La violazione “base” prevede l’applicazione della sanzione pecuniaria di 2.000€ ma, qualora la violazione venisse ritenuta “qualificata” si applicherebbe uno scaglione diverso che va dai 2.500€ ai 50.000€. Influiranno nella quantificazione della sanzione la frequenza, l’intensità della gravità delle violazioni riscontrate, la mancata adozione di pratiche non conformi al dettato normative e le “ricadute” negative che violazioni particolarmente gravi potrebbero produrre in termini di effettività dei presidi di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Sanzioni antiriciclaggio: il valore della compliance

Il nuovo sistema sanzionatorio sembra pertanto essere calibrato sul livello di diligenza del professionista e sarà sempre più importante dimostrare di avere:

  • un buon grado di conoscenza della normativa
  • prontezza nell’attivare misure adeguate
  • le competenze necessarie per formulare un consapevole e informato giudizio di sospettosità sul cliente

A tal fine, il professionista dovrà mettersi al riparo da eventuali contestazioni legate alla mancata adozione o all’insufficiente vigilanza sul rispetto di prassi, procedure di studio, criteri operativi o meri accorgimenti idonei a garantire un adeguato presidio della normativa antiriciclaggio. Una buona compliance all’interno dello studio sarà sicuramente un valido supporto per la gestione di una disciplina piuttosto complessa e controversa e aiuterà il professionista a non cadere nella rete delle violazioni “gravi, ripetute, sistematiche e plurime” che comportano, come già detto, un notevole appesantimento dell’apparato sanzionatorio.

Avete delle domande sulle sanzioni antiriciclaggio previste dal D.Lgs. 90/2017? Mettiamoci in contatto.