Formazione: aula tradizionale, e-learning e il modello del Blended Learning

I nostri nonni dicevano che “chi si ferma va indietro”.

Oggi, sulla base della nostra esperienza quotidiana, possiamo tranquillamente affermare che “chi si ferma corre all’indietro”, ad una velocità inversamente proporzionale allo sviluppo tecnologico, oggi direttamente correlato allo sviluppo sociale. Per stare al passo, in qualsiasi organizzazione – che sia un’azienda o uno studio professionale – parallelamente all’offerta di nuovi prodotti o servizi è necessario garantire la flessibilità nella gestione dei modelli organizzativi, l’aggiornamento del sistema di prevenzione dei rischi, l’evoluzione delle strategie di comunicazione.

Nella quotidianità, tuttavia, le richieste dei clienti, le scadenze, a volte il sottodimensionamento delle risorse, possono portare a posporre qualsiasi riflessione strategica, continuando a gestire il presunto “business as usual” fino all’evento che, magari, determina la necessità di modificare in tutta urgenza procedure e processi. Può essere la necessità di far fronte a nuove richieste da parte dei clienti, all’entrata in vigore di una nuova normativa,  fino al caso – estremo e di assoluta emergenza – di dover fronteggiare una vera e propria crisi aziendale.

 

Organizzazione in azienda e negli studi professionali: non è solo una questione di abilità manageriale

In un contesto in cui la rincorsa alle scadenze è ormai condizione comune, come riuscire a tenere tutto sotto controllo?

Se, da una parte, l’abilità di non farsi condizionare dalle pressioni del mercato deve essere una caratteristica acquisita e consolidata del management aziendale, così come del professionista, dall’altra ogni risorsa all’interno dell’organizzazione dovrebbe essere costantemente dotata degli strumenti idonei per mantenere aggiornate le proprie competenze o acquisirne di nuove, in linea con l’evoluzione del business.  La formazione e l’aggiornamento continuo sono infatti asset essenziali e prioritari per un’azienda che voglia mantenersi competitiva sul mercato, nonché attraente per i migliori talenti.

 

La formazione obbligatoria dei lavoratori: la normativa

Spesso, nel corso dei primi incontri con i nostri clienti, ci capita di percepire pareri piuttosto negativi relativi ai percorsi di formazione obbligatoria volti ad ottenere la conformità normativa: alcune volte, viene classificata come attività senza valore aggiunto o, addirittura, come “inutile perdita di tempo”.

Per quanto riguarda salute e sicurezza, per esempio, la  formazione obbligatoria è disciplinata nel nostro Paese dai cosiddetti accordi Stato-Regioni che, a partire dal 2006, hanno stabilito la necessità per ciascun lavoratore di ricevere una formazione sufficiente e adeguata, definendo “la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché dell’aggiornamento, dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Da allora, il mercato della formazione nel nostro Paese è sicuramente cresciuto in maniera molto eterogenea e, purtroppo, alle organizzazioni ancora attualmente può accadere di imbattersi talvolta in percorsi “standardizzati”, costruiti all’interno di vortici “scadenze-costi”, come obblighi da adempiere senza alcuna pianificazione temporale e progettualità. Capita quindi che i corsi siano organizzati  frettolosamente, con il solo obiettivo del trasferimento nozionistico, senza alcuna conoscenza della didattica e delle modalità di apprendimento degli adulti.

La più recente normativa, tuttavia, fornisce un importante contributo alla attualizzazione delle modalità formative: l’accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, ha infatti aperto la strada all’utilizzo dell’e-learning in alcuni percorsi, disciplinandone altri che invece possono essere svolti solo in aula.

Viene inoltre stabilito che la formazione in aula virtuale – i cosiddetti webinar – possa essere equiparata alla formazione in aula “reale”, purché rispetti alcuni requisiti fondamentali.

 

Formazione: l’aula virtuale

Flessibilità, modularità e interattività sono le caratteristiche della formazione erogata attraverso aula virtuale ed e-learning, che – in un contesto in cui lo smart working è una realtà in via di consolidamento e la capacità di lavorare in team, pur a chilometri di distanza, una degli asset sempre più necessari nelle organizzazioni – diventano quindi alleati preziosi della formazione aziendale. Il beneficio più evidente, è la possibilità di coinvolgere in maniera dinamica e collaborativa la forza lavoro distribuita sul territorio senza costi di trasferta, ottimizzando i tempi di tutte le risorse, con la massima efficacia.

Purtroppo, come dicevamo, l’offerta formativa attuale è molto eterogenea, e l’utilizzo a volte improvvisato delle tecnologie di ultima generazione consente in alcuni casi di proporre un’offerta inappropriata: non è sufficiente la somministrazione di un video più o meno lungo nel quale un esperto legga e commenti le normative; o peggio ancora, la proiezione in aula di una carrellata di slide dense di testo e senza commento. Ancora, a volte viene definita “aula virtuale” anche la lezione frontale e passiva erogata tramite una piattaforma che integra una webcam, senza alcun tipo di coinvolgimento dei partecipanti.

Queste esperienze rischiano di creare delle forti resistenze a tutti i livelli aziendali, perché provocano la fastidiosa sensazione di buttare via tempo prezioso.

 

La formazione secondo Alavie

In Alavie siamo convinti che per essere efficace, un percorso formativo debba innanzi tutto essere costruito sulle effettive esigenze aziendali, in tutte le fasi: dal progetto, alla definizione della metodologia, all’erogazione. Alla base, è sempre fondamentale la conoscenza dell’organizzazione e l’analisi degli obiettivi che si vogliono ottenere dal percorso di formazione obbligatoria – che ovviamente non può essere soltanto la compliance normativa. Prendiamo consapevolezza del “modus operandi” aziendale, per delineare modalità di intervento coerenti nell’ambito di un progetto dinamico, in grado di rispondere in tempo reale alle trasformazioni interne e a quelle richieste dal mercato. Durante ogni percorso di formazione, gli esperti Alavie mettono inoltre a disposizione gli strumenti più idonei per la misurazione dell’efficacia del percorso stesso.

Eroghiamo da anni corsi in aula virtuale, alcuni dei quali di oltre 30 ore. Ogni lezione dura 4 ore, a volte un po’ di più perché fatichiamo a trattenere l’entusiasmo dei partecipanti: commentano vivacemente gli argomenti, sono puntualissimi al rientro dalla pausa caffè e chiedono di ripetere quello che non avevano compreso.

Ci capita spesso di riscontrare che – pur non essendosi mai incontrati di persona – al termine del percorso i partecipanti provenienti da tutta Italia diventano una vera e propria “community”, che prosegue la discussione su quanto affrontato nel corso.

 

Oltre la formazione classica: il Blended Learning di Alavie

L’aula virtuale è una splendida occasione per sperimentare il potenziale del Blended Learning, ovvero un apprendimento che integra metodi, strumenti e approcci pedagogici diversi.

Fiore all’occhiello di Alavie, la metodologia del Blended Learning viene applicata in collaborazione con i responsabili delle risorse umane in azienda: i nostri esperti costruiscono progetti di formazione continua orizzontali e verticali in modalità mista e multimediale, ovvero prevedendo lezioni in aula, e-learning, coaching, fino agli eventi esperienziali.

Gli studi condotti internamente da Alavie, forte di oltre 20 anni di esperienza in ambito formativo, ci consentono di affermare che oggi un percorso formativo che segua la metodologia del Blended Learning è fondamentale per

  • abbattere tempi e costi relativi ai progetti di formazione;
  • ottenere una maggiore efficacia in termini di apprendimento e applicazione nella vita lavorativa quotidiana
  • coinvolgere in maniera omogenea tutti i partecipanti, tenendo conto di differenze di età, esperienza, scolarizzazione digitale e ritmi di apprendimento

Per esempio, in un percorso di Blended Learning, la tematica tecnica e complessa della sicurezza sul lavoro viene affrontata inserendo elementi di gamification, di storytelling e di emotional learning, coinvolgendo i partecipanti nello svolgimento di test, giochi, proponendo l’apprendimento attraverso video e l’illustrazione di casi “pratici” reali.

La personalizzazione dei corsi, mediante l’utilizzo di loghi, colori, immagini aziendali rafforza la corporate identity e va di pari passo con la cura puntuale del contenuto, che applica i codici di legge agli ambienti lavorativi di oggi – in primo piano le tematiche dell’industria 4.0 e della Intelligenza Artificiale (AI – Artificial Intelligence), advanced e addictive manufacturing, i big data e la digitalizzazione dei processi amministrativi, calibrate sulle esigenze della multinazionale, così come della microimpresa, grazie a moduli formativi multimediali che possono essere utilizzati anche come aggiornamenti singoli nelle diverse fasi del progetto.

Volete saperne di più sulla formazione e sul Blended Learning? Contattateci!