Adeguata Verifica Clientela: ecco quando è obbligatoria e come è possibile farla

  • Adeguata Verifica della Clientela

Con il recepimento della IV direttiva sull’antiriciclaggio ad opera del D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017, le novità hanno riguardato anche l’adeguata verifica della clientela.

 

Adeguata verifica antiriciclaggio: che cos’è la verifica della clientela?

Il riciclaggio di denaro è l’atto di reinvestire capitali accumulati in modo illegale tramite attività apparentemente lecite.
La normativa antiriciclaggio pone, a scopo preventivo la verifica della clientela, la quale è per l’appunto l’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo da parte dei professionisti.
L’identificazione del cliente, obbligo già presente nel Decreto Legislativo n.56/2004, venne rafforzato dal D.Lgs n.231/2007 e con l’introduzione del Risk Based Approach, o Approccio Basato sul Rischio, della IV Direttiva, diventa sempre di più un passaggio fondamentale. Quest’ultimo specifica la necessità di regolare l’attività di verifica della clientela a seconda del rischio di riciclaggio associato al tipo di cliente o alla tipologia di operazione che verrà effettuata con il servizio.

Grazie alla nuova Direttiva Europea e alle modifiche del D.Lgs 231/07 effettuate dal D.Lgs 90/2017, sono chiare le nuove disposizione in materia di verifica del cliente e del titolare effettivo.

 

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Adeguata verifica della clientela: quando è obbligatoria?

Il Decreto Legislativo 90/2017 rafforza il preesistente obbligo di identificazione del soggetto cliente: la valutazione segue un approccio denominato Know Your Customer (KYC), nel quale il professionista dovrà valutare il cliente secondo un criterio soggettivo e oggettivo.

Nel primo, dovrà essere esaminata la natura giuridica, l’attività svolta, l’area nella quale questa avviene e il comportamento generale tenuto al momento dell’operazione.

Nel secondo si esamina la prestazione professionale: tipo, modalità di svolgimento, l’ammontare e l’area geografica di destinazione, nonché la frequenza e il volume delle prestazioni nei confronti del cliente.
Gli obblighi di adeguata verifica, secondo la normativa, si verificano quando:

  • si instaura un rapporto continuativo;
  • viene conferito un incarico professionale;
  • viene eseguita una prestazione occasionale dall’importo pari a o maggiore di €15.000;
  • vengono trasferiti fondi dall’importo pari a o maggiore di €1.000;
  • si sospetta un caso di riciclaggio di denaro o finanziamento al terrorismo;
  • si hanno dubbi sulla veritiera identificazione del cliente.

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Come si effettua la verifica della clientela?

L’adeguata verifica della clientela viene effettuata dal professionista, dai collaboratori o da una società esterna di servizi.

L’identificazione della clientela va effettuata tramite documento di identità valido nel caso di presenza del cliente, mentre andrebbe verificata la presenza di un effettivo potere di rappresentanza qualora il cliente fosse una società o un ente.

I professionisti possono avvalersi, a tale scopo, dell’uso di pubblici registri, elenchi, atti e documenti contenenti informazioni sui titolari effettivi, oltre a chiederlo ai diretti interessati.

I professionisti dovranno poi effettuare un controllo costante del rapporto con il cliente attraverso l’aggiornamento dei dati acquisiti inizialmente nonché verificando la provenienza dei fondi e delle risorse del suddetto.

Gli obblighi di adeguata verifica si attuano perciò nei seguenti passaggi:

  • Identificazione del cliente tramite documento di identità valido o sulla base di documenti e informazioni forniti da una fonte affidabile e indipendente;
  • Identificazione del titolare effettivo tramite l’adozione di misure proporzionate al rischio che consentano di ricostruire con fedeltà l’assetto proprietario;
  • Acquisizione e valutazione delle informazioni sulla natura e sullo scopo del rapporto continuativo e di quello occasionale – soprattutto in presenza di sospetto rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo;
  • Controllo costante del rapporto con il cliente.

 

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