- I principali ostacoli percepiti verso l’adeguamento degli Studi alle normative sono la mancanza di tempo (80%) e la poca chiarezza delle normative (63%).
- Per il 92% dei Commercialisti la digitalizzazione è una leva per semplificare e snellire l’operatività, o è parte della soluzione.
- Grande fiducia nell’Intelligenza Artificiale (73%): i commercialisti sono già pronti al cambio di passo.
Come rispondono i Commercialisti a questo momento di incertezza generale, in qualità di garanti della conformità, tra leggi italiane e direttive europee sempre più stringenti? Dalla recente indagine condotta da Alavie, insieme all’Associazione Nazionale Commercialisti, emergono dati interessanti sugli Studi, sulle sfide e le strategie adottate per far fronte a una burocrazia e adempimenti normativi sempre più complessi.
L’indagine “Professionisti e Compliance: attività, strumenti, evoluzioni” ha coinvolto circa 300 commercialisti da tutta Italia, approfondendo sia le modalità e gli strumenti per raggiungere la conformità normativa, sia il grado di fiducia nelle nuove tecnologie, dalla digitalizzazione all’Intelligenza Artificiale.
Dallo studio risulta che i principali ostacoli percepiti dai Professionisti nel raggiungere la conformità sono la mancanza di tempo (80%) e la poca chiarezza delle normative (63%). Nonostante le difficoltà, gli Studi ritengono di aver vinto la sfida: più del 90% dei commercialisti reputa di disporre di un sistema tra l’adeguato e il parzialmente adeguato a garantire la conformità della propria attività. Anche il livello di adeguamento percepito dagli Studi per i principali adempimenti è medio-alto, con in testa a poca distanza di differenza: sicurezza sul lavoro (74%), antiriciclaggio (72%), GDPR e Privacy (71%). Seguono cybersecurity (59%) e infine certificazione secondo gli standard ISO (10%).
Inoltre, i partecipanti hanno dichiarato che gli adempimenti normativi per i quali i loro Studi forniscono un elevato grado di consulenza ai Clienti sono, in quest’ordine, Adeguati Assetti (46%), Antiriciclaggio (45%), Privacy (25%), Modello Organizzativo (21%), Sicurezza sul Lavoro (16%) e Whistleblowing (8%).
In merito alla normativa antiriciclaggio,il tempo è il principale fattore critico, in particolar modo per attuare procedure di controllo costante (68%) e l’analisi e valutazione del rischio del Cliente (59%). Il 62% degli intervistati dichiara di utilizzare già strumenti digitali (software e sistemi in Cloud) e di aver abbandonato la gestione cartacea. Un’ulteriore implementazione dei sistemi digitali nella compliance potrebbe essere la soluzione per ottimizzare i processi, ridurre le task e dunque il tempo delle attività operative e rispondere in maniera ancora più agile alla complessità di questa normativa, fondamentale nella lotta all’infiltrazione criminale nel tessuto produttivo.
La capacità di rinnovamento dei Professionisti è ulteriormente confermata dal fatto che per il 92% dei Commercialisti la digitalizzazione è una leva per semplificare e snellire l’operatività, o è parte della soluzione. Gli Studi stanno optando in particolar modo per software in cloud (55%), firma elettronica (45%), sistemi di videoconferenza (38%), piattaforme digitali per la gestione dell’antiriciclaggio (36%) e piattaforme di e-learning (34%).
Ampia anche la fiducia nell’intelligenza artificiale: il 73% degli intervistati ritiene che possa essere utile in Studio, soprattutto per ottimizzare tempi e risorse (79%) e cercare informazioni in tempo reale (79%). Il 12% del campione ha già adottato soluzioni che impiegano l’intelligenza artificiale e il 35% intende farlo nei prossimi 12-24 mesi.
Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti dichiara: “Ritengo che l’impatto della digitalizzazione e dell’AI possa essere dirompente per i Commercialisti, professione tra le maggiormente coinvolte dal cambiamento. I rapporti con la Pubblica Amministrazione, così come con l’Agenzia delle Entrate e le Imprese sono destinati a cambiare. I commercialisti si adeguano velocemente, e, come emerge dalla ricerca condotta con Alavie, gli iscritti a ANC vogliono essere al passo con i tempi. Le nuove tecnologie ci permetteranno di migliorare ulteriormente la gestione degli Studi e attrarre nuovi giovani talenti, potenziando la crescita e lasciando sempre al centro il valore del capitale umano”.
Vito Ziccardi, CEO di Alavie – società di consulenza italiana con particolare focus sull’Antiriciclaggio – commenta: “L’indagine nasce per fornire uno spaccato delle sfide dei Professionisti su diverse tematiche calde. Registro del titolare effettivo, dichiarazione degli adeguati assetti per la gestione delle crisi d’impresa, ad esempio, sono da mesi al centro del dibattito, in un contesto in cui definire rischi ed opportunità correlati a digitalizzazione, cybersecurity e impatto dell’Intelligenza Artificiale è sempre più impellente. La categoria dei Commercialisti è pronta ad accompagnare le imprese in una nuova era. Gli Studi stanno infatti imparando a sfruttare la tecnologia per una migliore gestione dei processi e dati. Il valore aggiunto del Professionista si sposta dunque verso un ruolo di consulente e guida per le Imprese”.




