Regole Tecniche CNDCEC: come si stanno adeguando i commercialisti

  • Osservatorio antiriciclaggio Alavie: risultati aprile settembre 2020

A partire dal 1°gennaio 2020 sono obbligatorie le Regole Tecniche emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Come si è adeguata la categoria? A questa domanda risponde l’Osservatorio Antiriciclaggio Alavie, che già sul finire del 2019 ha prodotto un primo report ripreso da Il Sole 24 Ore.

Dai primi dati, raccolti su un campione di Commercialisti intervistati nell’ottobre 2019 durante i workshop antiriciclaggio organizzati da Alavie in collaborazione con gli Ordini locali, emergeva l’affanno dei professionisti ad adeguarsi a una normativa nuova e che prevede l’introduzione negli Studi dell’approccio basato sul rischio. Il 39% degli intervistati, infatti, dichiarava di non essere pronto alla nuova scadenza.

Dalla prima analisi sono passati diversi mesi, in cui l’Italia è stata colpita dall’emergenza Covid-19 e di conseguenza anche il mondo dei Commercialisti. Tuttavia, nell’ultima indagine effettuata nel periodo aprile-settembre 2020, il livello di adeguamento è salito al 79%. Segno, questo incremento di 18 punti percentuali, di una crescente attenzione dei Professionisti ai nuovi adempimenti antiriciclaggio.

ADEGUAMENTO REGOLE TECNICHE CNDCEC: I DATI 2020

La seconda indagine dell’Osservatorio Antiriciclaggio Alavie si è svolta durante il recente periodo di lockdown e le successive limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus, cogliendo l’occasione per sperimentare una nuova formula ed erogarlo attraverso un questionario online per facilitarne la somministrazione.

Come premesso, dai nuovi risultati emerge un 21% di Professionisti non ancora adeguati alle Regole Tecniche CNDCEC. Questo dato, che indica comunque un trend positivo se confrontato con la precedente indagine, dimostra la difficolta concreta ad applicare quanto previsto dalla normativa. In particolare, l’autovalutazione del rischio di Studio e l’adeguata verifica basata sul rischio richiedono un cambio netto nell’approcciare gli adempimenti antiriciclaggio.

Con il 60% delle risposte, la categoria conferma come l’attuale normativa antiriciclaggio sia efficace nel contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, portando tuttavia un ulteriore sovraccarico di adempimenti per i Commercialisti. Il dato, se paragonato alla precedente rilevazione, segna un + 13%. Nel 2019 era infatti il 47% degli intervistati a segnalare questo sovraccarico, a testimonianza di una crescita di consapevolezza su cosa venga richiesto operativamente agli Studi nella gestione quotidiana degli adempimenti.

COME INCIDE L’ADEGUAMENTO NEGLI STUDI

Una maggiore consapevolezza sull’adeguamento alle Regole Tecniche CNDCEC richiede una visione chiara sull’impatto della normativa nell’operatività di Studio. Una categoria sotto pressione come quella dei Commercialisti, incalzata dalle scadenze e dalla gestione dei clienti, è infatti particolarmente sensibile a due fattori cruciali: il tempo e la gestione organizzativa.

Chi applica le Regole Tecniche, indica una forte incidenza della normativa sul tempo a disposizione (69%) e sull’efficacia dell’organizzazione di Studio (20%). La sensibilità al fattore tempo, rispetto al 2019, è salita di ben 25 punti percentuali. Al contrario, l’impatto sulla gestione organizzativa è scesa di 11 punti, passando da un 31% al 20%. Questa tendenza può essere interpretata come il fisiologico adattamento alle novità normative. Se da una parte ci si rende conto che la piena conformità richiede un notevole dispendio di tempo, dall’altro gli Studi si stanno organizzando per migliorare la propria efficacia di gestione.

Osservatorio Alavie antiriciclaggio: adeguamento alle Regole Tecniche CNDCEC nel periodo aprile-settembre 2020

Un aspetto da non sottovalutare è la scelta di come approcciare gli adempimenti. Il 52% del campione adotta una gestione cartacea, contro un 28% che si avvale del digitale. Su questo si aprono notevoli margini di recupero di efficienza organizzativa. Se è vero che l’uso di un software non garantisce la compliance, soprattutto se usato da risorse interne non adeguatamente formate, è anche vero che il cartaceo comporta maggiori margini di errore e inefficienze nella conservazione e nella reperibilità della documentazione richiesta in caso di controlli da parte delle Autorità.

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IL CONTESTO E LA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO

Gli ultimi anni hanno visto succedersi una serie di importanti novità nello scenario normativo: l’applicazione della IV e della V Direttiva Antiriciclaggio UE (attuate in Italia con il D.lgs. 90/2017 e il D.lgs.125/2019), oltre alle già citate Regole Tecniche CNDCEC obbligatorie dal 1° gennaio 2020.

La richiesta di contrastare le attività di riciclaggio di denaro è inoltre sempre più pressante, con le Autorità che vedono i Professionisti come un fulcro del sistema di controllo dell’economia legale, affidando loro il compito di vigilare sulle attività delle aziende. Basti pensare che nel 2019 le Segnalazioni di Operazioni Sospette ricevute dal UIF hanno raggiunto quota 105.789, con un incremento del 7,9% rispetto al 2018. Un tend in costante aumento, considerando che nel 2017 le SOS erano state 93.820.

Antiriciclaggio: la crescita delle Sos in Italia (Dati UIF)

A fronte di queste evoluzioni, e dell’impegno crescente ai cui sono chiamati i Commercialisti, l’implementazione di un adeguato Sistema Antiriciclaggio fa la differenza in termini di efficacia, costi e risorse da dedicare per raggiungere la piena conformità normativa. Sempre più Studi si avvalgono di collaborazioni esterne per raggiungere elevati standard di compliance, delegando in outsourcing la gestione degli adempimenti e della formazione di tutto il personale coinvolto. Le Regole Tecniche CNDCEC possono quindi essere viste come un’opportunità per i Professionisti di ottimizzare i processi organizzativi di Studio e liberare risorse da dedicare al proprio business e al miglioramento dei servizi per i propri clienti.

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