Superbonus 110%: la gestione antiriciclaggio dei Professionisti

  • Antiriciclaggio Professionisti: la gestione del Superbonus 110%

Con il cosiddetto Decreto Rilancio (Decreto Legge 34 del 19 maggio 2020, convertito nella legge 77/2020) è stato introdotto il Superbonus 110%, una misura volta a incentivare i cittadini a effettuare lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico per le proprie abitazioni. Queste operazioni legittime da parte della propria clientela, potrebbero però mascherare attività di riciclaggio di denaro o condotte illecite. Da qui l’importanza per i Professionisti di vigilare con molta attenzione e ricorrere ai presidi antiriciclaggio.

SUPERBONUS 110% E ANTIRICICLAGGIO: L’IMPORTANZA DELL’ADEGUATA VERIFICA

Per i Commercialisti e gli Esperti Contabili

L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili (CNDNEC), ha stabilito che l’apposizione del Visto di conformità per pratiche inerenti alla richiesta di Superbonus 110%, analogamente a quanto già avviene per il visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali, rappresenti un mero adempimento formale/documentale concernente la verifica della completezza della documentazione necessaria ad usufruire del beneficio stesso.
Tale prestazione, quindi, in materia antiriciclaggio è classificata come a rischio inerente NON SIGNIFICATIVO.

Trattasi pertanto di prestazione normalmente non soggetta agli obblighi di adeguata verifica della clientela ma alla regola di condotta: acquisizione del documento di identità del cliente da conservare all’interno del fascicolo intestato allo stesso.

Al Professionista viene però richiesta la massima attenzione in caso di presenza di alcuni indicatori di anomalia, utili a valutare l’eventuale natura fittizia dei crediti e l’utilizzo di capitali illeciti per l’acquisto degli stessi. Di seguito si elencano le principali anomalie:

  • Soggetti che effettuano regolarmente attività di acquisto di crediti fiscali: si richiede di verificare che gli stessi abbiano ottenuto e mantenuto nel tempo le autorizzazioni richieste dalla legge per l’esercizio dell’attività finanziaria
  • Società/Imprese in forma di cooperative consorziate che operano in settori come carburanti e prodotti petroliferi, logistica, trasporto di merci, volantinaggio, servizi di pulizia e manutenzione di edifici, traslochi, prodotti per l’edilizia e per il settore della ristorazione e agenzie di viaggio
  • Società/Imprese che hanno un oggetto sociale estremamente ampio ed eterogeneo
  • Società/Imprese di recente costituzione con forme giuridiche flessibili e semplici
  • Società/Imprese che variano di frequente la compagine societaria/proprietaria/amministrativa
  • Società/Imprese partecipate da soggetti di dubbia reputazione o che appaiano come prestanome
  • Società/Imprese prive di organizzazioni reali e coinvolte in plurime cessioni di crediti e/o di accollo di debiti
  • Utilizzo prevalente di crediti fiscali per costituire rami d’azienda o conferimenti di capitale delle stesse società/aziende che hanno ottenuto il credito fiscale
  • Utilizzazione dei crediti fiscali per il conferimento di capitale in una nuova società costituenda
  • Costituzione di società o enti al solo scopo di essere impiegate nella cessione di crediti fiscali
  • Rapporti economici tra più società/aziende alimentati in via esclusiva o prevalente dal corrispettivo di contratti di cessione di crediti fiscali
  • Stipula di molteplici contratti di cessione di crediti fiscali nella medesima giornata tra i medesimi soggetti
  • Corrispettivo del contratto di cessione di crediti fiscali di valore notevolmente inferiore al valore nominale del credito stesso
  • Modalità di pagamento della cessione particolarmente vantaggiose
  • Utilizzo del corrispettivo del contratto di cessione per effettuare bonifici presso Paesi Extra U.E.
  • Utilizzo del corrispettivo del contratto di cessione di crediti fiscali per acquistare valute virtuali
  • Utilizzo di capitale di origine ignota per effettuare il pagamento della cessione del credito fiscale
  • Cessione di crediti fiscali che possano riferirsi ad annualità antiche
  • Utilizzo di denaro contante per il pagamento del corrispettivo del contratto di cessione di crediti fiscali
  • Utilizzo di denaro, per il pagamento del corrispettivo del contratto di cessione di crediti fiscali, proveniente da conti correnti personali intestati a soggetti estranei al soggetto cessionario e che presentano collegamenti con le parti interessate

Qualora si ravvisi la presenza di uno o più indicatori di anomalia di cui sopra il Professionista dovrà comunque procedere all’identificazione del cliente e all’adeguata verifica, anche rafforzata nel caso in cui lo si ritenga necessario.

Per i Consulenti del Lavoro

Il legislatore individua anche i Consulenti del Lavoro tra i professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità sulle domande di sconto in fattura o di cessione del credito a seguito delle spese sostenute per i lavori di efficientamento energetico o di adeguamento sismico.

A questo proposito, la Fondazione Studi dei Consulenti Del Lavoro ritiene che il Professionista debba procedere in ogni caso all’adeguata verifica del cliente, a prescindere dalla presenza di eventuali indicatori di anomalia.

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