Antiriciclaggio: SOS in forte aumento, ma non dai professionisti. "Criticità da contrastare" secondo l’Uif.

Ampiamente divulgata da tutti i media finanziari e dalle agenzie di Stampa, la notizia sull’aumento delle Segnalazioni Sospette. Secondo quanto si legge nel recente rapporto dell’Uif,  nel 2013 l’importo complessivo delle SOS nello scorso anno è di 84 miliardi di euro. L’ 85% delle segnalazioni arrivano dalle banche, il 4% dai professionisti, in prevalenza notai, ma con numeri in diminuzione – soprattutto da parte dei commercialisti – rispetto al passato.

Il Direttore della Uif, Claudio Clemente, ha così commentato i dati in calo sulle SOS fornite dai professionisti: «La scarsa collaborazione di queste categorie è una criticità presente in molti altri paesi, con numeri di segnalazioni trasmesse anche inferiori a quelli dell’Italia. Essa va contrastata, oltre che con l’intensificazione dei controlli, favorendo un approccio che anteponga la sostanza alla forma nell’applicazione delle previsioni normative e rafforzando i presidi a tutela della riservatezza».

Ed ancora, a pagina 18 della Presentazione del rapporto Uif, si legge: «Il riciclaggio non si traduce soltanto in transazioni finanziarie e bancarie ma richiede un complesso articolato di attività in cui sono spesso cruciali i servizi resi da professionisti e altri operatori. Occorre per questo una maggiore omogeneità nella collaborazione dei soggetti obbligati, che per talune categorie è ancora sporadica e di qualità inadeguata».

Sul perche’ i commercialisti non segnalino le operazioni sospette e sui possibili conflitti fra Privacy ed Antiriciclaggio, abbiamo pubblicato vari approfondimenti (in calce gli articoli correlati) e riscontriamo che le affermazioni di Claudio Clemente, come la “conclusione” del rapporto Uif, lasciano ancora del tutto aperta la questione più importante: il ruolo del Commercialista e dell’Esperto Contabile rispetto agli obblighi normativi imposti dal Governo, che dovrebbe trovare un equilibrio con il suo rapporto verso i clienti.

Un equilibrio difficile, secondo i professionisti, ben riassunto dalle dichiarazioni di Pia D’Oca, Presidentessa Unagraco, che sulle SOS ci ha rilasciato un’intervista con questo esordio: “Ma lei si rende conto del ribaltamento di ruolo al quale il legislatore ci costringe? Non siamo più consulenti, secondo la legge, siamo una sorta di polizia giudiziaria tenuta ad indagare e denunciare. E quando non lo facciamo, siamo conniventi di mafiosi ed evasori, tanto per citare la cronaca».

La normativa in questione vedrà presto ulteriori aggiornamenti per via degli accordi internazionali che dovrebbero aiutare i legislatori e gli organi di controllo a contrastare i flussi di denaro illecito che transitano fra i vari Stati; non pochi saranno gli scogli da superare, tenendo conto delle differenze dei vari Paesi nelle relative leggi Antiriciclaggio, ma è chiara la comune determinazione a continuare sulla strada del coinvolgimento di tutte le categorie di operatori interessati, soprattutto di coloro che ancora forniscono una collaborazione “inadeguata”, come afferma l’Uif. Vedremo la risposta dei Commercialisti a questo ulteriore sollecito.

Da rilevare infine, nelle righe conclusive della Presentazione sul rapporto Uif, il richiamo alla competenza in materia di Antiriciclaggio dei soggetti interessati: «Per le segnalazioni vale un principio di effettività; esse rifuggono da atteggiamenti puramente cautelativi. Devono essere frutto di processi conoscitivi e valutativi organizzati e coerenti con le dimensioni, la struttura, l’attività e i rischi propri del segnalante. Presuppongono che l’adeguata verifica sia effettiva e finalizzata alla identificazione di operazioni anomale e non limitata alla passiva acquisizione di moduli dichiarativi».

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Nella slide successiva, tutti i dati del 2013 sulle SOS.