Come effettuare una corretta valutazione del rischio di riciclaggio.

Fra gli obblighi introdotti dal D.Lgs. 231/2007, la valutazione del rischio riferita ai clienti di studio ed alle prestazioni per loro effettuate, ricopre un ruolo sicuramente centrale per le attività antiriciclaggio. Proprio a seguito della valutazione del rischio, infatti, deriveranno i comportamenti che il Professionista dovrà tenere nei confronti del proprio cliente.

Che cos’è la valutazione del rischio? Come deve essere effettuata nel modo corretto? Quali criteri e valori devono essere considerati? Queste sono le domande più frequenti che si pongono e ci pongono i Commercialisti riguardo l’obbligo della valutazione del rischio.

L’articolo 20 del D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio specifica che il Professionista per definire il grado di rischio di ogni cliente deve considerare e valutare i seguenti elementi:

Con riferimento al cliente:

  • natura giuridica;
  • prevalente attività svolta;
  • comportamento tenuto al momento del compimento dell’operazione o dell’instaurazione del rapporto continuativo o della prestazione professionale;
  • area geografica di residenza o sede del cliente o della controparte;

Con riferimento all’operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale:

  • tipologia dell’operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale posti in essere;
  • modalità di svolgimento dell’operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale;
  • ammontare;
  • frequenza delle operazioni e durata del rapporto continuativo o della prestazione professionale;
  • ragionevolezza dell’operazione, del rapporto continuativo o della prestazione professionale in rapporto all’attività svolta dal cliente;
  • area geografica di destinazione del prodotto, oggetto dell’operazione o del rapporto continuativo.

Appare chiaro che la valutazione deve essere effettuata sia sul cliente che sulla prestazione e non solo su uno di essi. Per ciascuno di questi due elementi, il Professionista dovrà assegnare un punteggio da 1 a 5 in base al minore o maggiore rischio di riciclaggio presente. Dalla valutazione congiunta dei due punteggi così ottenuti dovrà emergere un unico indice, che esprime in maniera sintetica il rischio di riciclaggio.

I principali dubbi per il Professionista derivano dall’incertezza sui criteri da adottare per assegnare un punteggio corretto ad ogni elemento valutato per ciascun cliente.

E’ importante sottolineare che non esiste un unico modo per effettuare la valutazione del rischio nel rispetto della normativa antiriciclaggio. Sarà il Professionista, in base alla conoscenza che ha del cliente, della sua situazione, e della sua normale operatività lavorativa, ad esprimere una propria valutazione. Tale valutazione sarà sicuramente soggettiva e frutto di giudizio personale oltre che professionale.

Vediamo quali sono le prime valutazioni che devono essere fatte per ciascun elemento riferito al cliente o alla prestazione:

Valutazione del Rischio Cliente

Natura giuridica:

  • In caso di persona fisica/ditta individuale può assumere rilievo la conoscenza che ha il Professionista di eventuali precedenti penali a carico del cliente o precedenti segnalazioni alla UIF o, ancora, se il cliente è una persona politicamente esposta.
  • In caso di cliente persona giuridica è importante considerare gli scopi che persegue e le modalità attraverso cui opera per raggiungerli e soprattutto la tipologia di forma giuridica adottata (una fiduciaria o un trust avranno sicuramente un rischio maggiore rispetto ad altre forme giuridiche)

Attività prevalentemente svolta:

  • per operazioni “normali” si intendono tutte quelle operazioni che rientrano nelle attività ordinarie e quotidiane dell’operatività del cliente.
  • possono essere considerate fuori dalla norma o straordinarie le operazioni che si discostano dall’attività del cliente oppure caratterizzate da un’anomala movimentazione di denaro.

Comportamento tenuto al momento dell’instaurazione della prestazione professionale:

  • comportamenti ritenuti “fuori dalla norma” e che quindi dovrebbero far alzare l’attenzione del professionista possono essere ad esempio situazioni in cui un cliente non vuole fornire informazioni relative al titolare effettivo o al reale scopo della prestazione, oppure se fornisce informazioni appositamente parziali o false.

Area geografica di residenza o sede:

  • paesi black-list e territori off-shore sicuramente alzano il grado di rischio, possono essere considerate anche aree a maggiore rischio di riciclaggio quelle aree dove è presente una forte infiltrazione mafiosa.

 

Valutazione del Rischio Prestazione

Tipologia dell’operazione:

  • una operazione che può essere considerata ordinaria è la classica continuativa consulenziale, straordinaria una prestazione spot. non necessariamente una prestazione straordinaria deve assumere un rischio maggiore.

Modalità di svolgimento dell’operazione:

  • una prestazione in cui sono coinvolte anche delle banche potrebbe assumere un rischio minore in quanto vi è maggiore garanzia di trasparenza e  tracciabilità dei fondi

L’ammontare dell’operazione:

  • richiedono particolare attenzione le operazioni di elevato ammontare soprattutto se incoerenti rispetto al profilo economico patrimoniale del cliente.

Frequenza e durata:

  • è importante considerare la frequenza delle operazioni/prestazioni effettuate dal cliente in relazione al loro reale scopo ed all’esigenza del cliente.

Ragionevolezza in rapporto all’attività del cliente:

  • per essere congrua un’operazione deve essere coerente con l’attività svolta e con la capacità economica del cliente.

Area geografica di destinazione del progetto/oggetto dell’operazione:

  • sicuramente potrebbe assumere un rischio maggiore un’operazione avente destinazione paesi black list, territori off shore , o zone ad alta infiltrazione criminale, mafiosa oppure terroristica.

Come si nota la valutazione del rischio è una operazione delicata che accanto a parametri di valutazione più oggettivi, contiene una parte di valutazione soggettiva o, se vogliamo, di opinione professionale. La conoscenza del cliente e delle caratteristiche tipiche di questo sono la base su cui deve essere costruita una solida e realistica valutazione del rischio che potrà poi essere ben argomentata durante i controlli antiriciclaggio delle autorità.
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