Antiriciclaggio – La dichiarazione sul Titolare Effettivo (mini-guide)

Uno dei principali obblighi che attualmente gravano in capo ai professionisti in materia di antiriciclaggio è quello che impone l’individuazione e l’identificazione del titolare effettivo.
Questa particolare figura è stata introdotta dal D.Lgs. 231/2007, che ne ha previsto l’obbligo a partire dal 29/12/2007 e ne ha delineato i contorni del profilo: l’art. 18 del Decreto include tra gli obblighi dell’adeguata verifica della clientela anche quello di identificare il titolare effettivo e verificarne l’identità.

Che cos’è il titolare effettivo?

La non semplice definizione di titolare effettivo fornita dalla normativa ha fatto sì che sulla sua figura si sia sviluppata una nutrita letteratura di settore, sia per quanto riguarda chiarimenti istituzionali, sia relativamente a pareri autorevoli e provvedimenti di legge. Per la normativa antiriciclaggio, il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione. Nel caso di entità giuridica è la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano tale entità ovvero ne risultano beneficiari.

Il cliente, invece, è il soggetto al quale il professionista rende una prestazione professionale in seguito al conferimento di un incarico. La figura del titolare effettivo, pertanto, può non coincidere con la figura del legale rappresentante o del titolare dell’azienda; allo stesso modo è possibile che il cliente a cui viene resa la prestazione professionale non sia anche il titolare effettivo. L’Allegato Tecnico al D.Lgs. 231/2007 ha tentato di chiarire il concetto, spiegando che il titolare effettivo, in caso di società, è:

  • la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino la società stessa, attraverso il possesso/controllo diretto/indiretto di una percentuale delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a essa pari ad almeno il 25%+1 di partecipazione al capitale sociale;
  • la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione della società.

Ai fini dell’individuazione del titolare effettivo, possono dunque rilevare situazioni ulteriori rispetto all’interessenza detenuta nella società: la nozione di controllo contenuta nell’Allegato Tecnico deve essere interpretata in modo sistematico, considerando tanto l’art. 2359 del Codice Civile quanto l’art. 93 del TUF. Un soggetto, pertanto, può essere titolare effettivo anche senza detenere la partecipazione del 25%+1 al capitale della società: la ratio della norma è proprio quella di individuare l’effettivo titolare in una società nonostante questa non sia un’informazione pubblicamente conoscibile consultando la visura camerale e le quote di partecipazione della società stessa (es. prestanomi).

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La dichiarazione sul titolare effettivo

Uno dei principali obblighi del cliente (o del legale rappresentante, in caso di società) è quello di fornire, prima dell’instaurazione del rapporto o contestualmente al conferimento dell’incarico, tutte le informazioni necessarie e aggiornate delle quali sia a conoscenza, ai fini dell’identificazione del titolare effettivo: si tratta di uno dei pilastri fondamentali dell’adeguata verifica della clientela. Per identificare e verificare l’identità del titolare effettivo, il professionista:

  • può fare ricorso a pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque e contenenti le informazioni necessarie;
  • può chiedere ai propri clienti i dati pertinenti;
  • può ottenere le informazioni in altro modo.

Una ulteriore precisazione è che il titolare effettivo deve essere tassativamente una persona fisica; in caso di partecipazione di controllo in mano ad una persona giuridica, occorre risalire lungo la catena del controllo fino alla persona fisica che in ultima istanza possiede o esercita il controllo diretto o indiretto.

Il titolare effettivo è sempre obbligatorio?

Ai fini dell’identificazione del titolare effettivo il cliente o il legale rappresentante deve fornire per iscritto e sottoscrivere, sotto la propria responsabilità – anche penale – una dichiarazione con la quale individua il titolare effettivo. È bene che la dichiarazione del cliente sul titolare effettivo venga sempre prodotta:

  • sia nel caso di società/ente, anche nei casi in cui il legale rappresentante debba indicare di essere di essere lui stesso il titolare effettivo;
  • sia nei casi di ditta individuale/professionista/persona fisica. Nel caso in cui la prestazione professionale venga richiesta da una persona fisica, di norma, il titolare effettivo è la persona fisica medesima, ma potrebbe esistere il caso limite in cui il titolare effettivo della ditta individuale sia un soggetto diverso dal titolare della ditta.

I possibili esiti della dichiarazione possono portare il cliente/legale rappresentante della società a dichiarare:

  • di essere l’unico titolare effettivo dell’azienda;
  • di essere titolare effettivo dell’azienda unitamente ad uno o a più altri soggetti;
  • di non essere titolare effettivo dell’azienda, ma indica chi è o chi sono i titolari effettivi della stessa;
  • che non esiste alcun titolare effettivo dell’azienda effettivo in quanto:
    • la società ha un capitale frazionato in cui nessun socio possiede una quota di partecipazione superiore al 25%+1 e non esiste altro tipo di controllo;
    • la società è ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato ed è sottoposta agli obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti;
  • che non esiste persona fisica che esercita in altro modo il controllo sulla direzione della società;
  • di non essere in grado di indicare chi è o chi sono i titolari effettivi dell’azienda.

Tale dichiarazione pone il professionista nelle condizioni di non poter identificare il titolare effettivo dell’operazione, presupposto questo sufficiente per l’applicazione dell’obbligo di astensione: se il professionista non riesce ad individuare il titolare effettivo, non sarà in grado di operare un’adeguata verifica sul cliente e, pertanto, sarà obbligato ad astenersi dall’instaurare il rapporto professionale oppure a terminare la prestazione se questa è già in essere. Dovrà inoltre valutare se effettuare una Segnalazione di Operazioni Sospette (SOS).

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