Le regole tecniche antiriciclaggio per i consulenti del lavoro

“Le regole tecniche per i consulenti del lavoro” di Federico Coltro, Responsabile Business Unit Antiriciclaggio Alavie.
Estratto tratto da “L’antiriciclaggio dei professionisti”, Guida Giuridica di ItaliaOggi, numero 7, 9 marzo 2019.

Dopo quelle dei Notai e quelle dei commercialisti, sono in dirittura di arrivo anche le regole tecniche per la categoria dei consulenti del lavoro.

Tali regole tecniche, elaborate dal Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro hanno quindi la funzione di disciplinare, con maggior dettaglio e riferimento alla categoria, procedure e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, di controlli interni, di adeguata verifica, e di conservazione. Ricordiamo infatti che con l’approvazione del D.Lgs 90/2017, che ha apportato notevoli modifiche al D.Lgs 231/2007 in materia di lotta al riciclaggio di denaro, gli organismi di autoregolamentazione sono stati investiti della funzione di:

  • promuovere e controllare l’osservanza degli obblighi da parte dei professionisti iscritti all’albo dei Consulenti del Lavoro;
  • elaborare e aggiornare le regole tecniche in materia di procedure e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio
    e finanziamento al terrorismo cui i professionisti sono esposti nell’esercizio della propria attività;
  • eseguire controlli interni, nonché garantire l’adozione di misure idonee a sanzionarne l’inosservanza.

Entrando nella parte operativa, le regole tecniche forniranno agli iscritti:

  • 1. Criteri e metodologia con cui effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo cui sono esposti nell’esercizio della loro attività (cosiddetta procedura di autovalutazione, richiesta dall’art 15 del D.Lgs 231/2007 ss.mm.ii), e successivi requisiti organizzativi da mettere in pratica per mitigare il rischio rilevato.
  • 2. Regole per effettuare una corretta adeguata verifica del cliente (identificazione del cliente, del titolare effettivo, controllo costante nel corso del rapporto continuativo) in relazione alla classe di rischio assunta dallo stesso (adeguata verifica semplificata, rafforzata, ordinaria).
  • 3. Illustrazione delle modalità di corretto assolvimento dell’obbligo di conservazione dei dati
  • 4. Modalità di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo
  • 5. Elenco esemplificativo e non esaustivo di prestazioni escluse dagli obblighi di adeguata verifica.
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