Il nuovo reato di autoriciclaggio non riesce ad evitare capitali di provenienza illecita.

da Sole 24 ore del 19/10/2014

La versione del nuovo reato di autoriciclaggio rimane estranea alla logica di un diritto penale liberal – democratico. Non riesce ad evitare l’introduzione di capitali di provenienza illecita nell’economia del Paese, mentre punisce reati troppo lievi. Anche il ladruncolo che avesse trasferito il profitto di qualche centinaia di euro del proprio furto sarebbe incorso nel reato di autoriciclaggio, con la conseguenza di un rapido aumento della popolazione carceraria e sovraffollamento già sanzionato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La norma comprende, nella sua formulazione attuale, come reato presupposto, qualunque delitto non colposo.

Anche i fatti di modestissima rilevanza penale sanzionati dall’ordinamento con pene estremamente lievi. Inoltre, l’attenuante prevista per ora solo per chi collabora in merito all’autoriciclaggio, non è estesa al reato presupposto. In questo modo si mina alla radice la stessa efficacia della norma sul piano di recupero dei profitti illeciti.

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